Giusy

Le anime si incontrano. E quelle simili si riconosco. Dicono. Io non lo so. O meglio, non lo so più. Giusy, invece, ne è fermamente convinta. Ed oggi, poco prima di assittarsi in pizzo, me lo ha ribadito. Al telefono.
Era entusiasta.
È entrata in casa della mia amica Liliana, per caso. Per leggere il mio ultimo post-it che ho appizzato in corridoio. Lo ha letto e si è emozionata. Cosi, si è premurata a scrivermi. Inutile dirvi, che io l’ho seguita facile.
Sono certa che Giusy mi abbia intuita, già da qualche settimana -in verità, e che in quel mio racconto lei abbia riconosciuto un paio di occhi cielo. Le sono familiari, del resto.

giusy
E la sensazione di famiglia è il filo di unione tra me, Giusy ed assittata. Perchè, già appena che nel corridoio di Liliana la sensazione è esattamente quella di esser entrata a casa. La tua.
Ti assetti. Ed è la fine. Anzi un inizio. Bello e catartico.
È successo a me, ed adesso è la volta di Giusy. Si è assittata ed ancora non ha smesso di scrivere.

Di Rossana Campaniolo

Sembra un ragazzino

Sembra un ragazzino.
Quando l’ho conosciuto avrà avuto forse diciott’anni ma pareva ne portasse ancora di meno.
Sarà stata l’espressione un po’ trasognata, che ingannava allora come adesso.
Ti convince involontariamente che sta pensando ad altro, invece è concentrato proprio su di te.

E’ un sole, forte. Aperto al mondo. Luminescente.

paolo
Tanta luce però genera anche molta ombra.
Questa si sa può fare spavento, perchè è scura e nascosta, densa di non detti.
Invece nel suo caso non è così.
E’ solo la conseguenza della tridimensionalità del suo pensiero.
E’ manifesta profondità.

Ecco perchè Paolo è così: giovane e luminoso, maturo e ombroso.
Un ossimoro che stupisce e affascina e che vi sarà chiaro quelle volte che leggerete quello che scrive.
Perchè anche lui è passato da qua.

Rossana

La prima volta che l’ho vista ho pensato: “Ma che avrà da guardare tanto?”.
I suoi occhi appaiono sempre sgranati. Forse perchè li ha chiari e grandi e spiccano sul volto.

In realtà sono due finestre aspiranti, nel senso che da lì sembra che il mondo venga in un certo qual senso risucchiato e tuffato nel profondo di un’interiorità che ogni tanto viene fuori in maniera straripante e improvvisa.

Tutto questo la rende bella. Di una bellezza quasi cattiva. Lei può permettersi di ignorare chiunque e, volendo, di lasciare chi decide lei davanti all’uscio aperto, o peggio ancora dietro ai vetri tersi, ma chiusi.

Lei scrive. Assai.

Lei scrive. Assai.

Tuttavia, chi riesce a varcare la soglia, anche solo per qualche secondo, scopre un universo parallelo e del tutto singolare, perchè quello che è assorbito da quelle orbite è rielaborato fino all’essenza dal cervello e dall’anima e diventa altro a sè, nuovo e curioso.
Se entri non vuoi uscire più.

Oggi invece è entrata lei e ha appizzato una lettera in corridoio.
Penso che ogni tanto tornerà e, se si sentirà padrona, incomincerà a fare vai e vieni come più le aggrada.

 

 

Copyright © 2017 "Assittata in pizzo", all rights reserved. Powered by Morici basing on Romangie Theme.