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Assittarsi è catartico (Grazie!)

Vi ho già raccontato il mio incontro con l’assittata in pizzo, per eccellenza. Liliana Maniscalco. È stato un piacevole riconoscersi nella posizione a noi più congeniale. Siamo entrambe assittate in pizzo. Con ironia e puntigliositá -che ci contraddistingue. Siamo diverse ma complementari.
Assittarmi a casa sua è catartico, per me. Tutte le volte. Mi racconto. Cantostorie. Alcune mi diverto a leggerle-inventarle in fondo al caffè, altre nel biscotto della fortuna. Perchè una tra le cose che più ci piace fare a noi, assittate in pizzo, è quella di mangiare sushi. Ehm..Sfondarci proprio.

copertina grazie mille

È passato qualche mese dalla mia prima lettera, lasciata in corridoio. So che alcuni di voi l’hanno letta. Alcuni si sono addirittura riconosciuti. Altri si sono emozionati. Ed altri ancora incazzati.
Ma nessuno di voi ha smesso di leggerci. Anzi. Siete rimasti. Vi siete assittati con noi. Ed avete invitato i vostri amici. Bravi!

Oggi siamo in mille. Ed è tutto meraviglioso.

Ps. Grazie di cuore -davvero. Perchè, checchè se ne dica anche le assittate ne hanno uno.

Benvenuti (si fa per dire ovviamente è solo un’introduzione).

ingresso

Siate i benvenuti!
Per di qua, si entra semplicemente nel mio sito.
Un non luogo fisico, ma indubbiamente uno spazio mentale che, in quanto molto ma molto mio, ho realizzato come fosse una casa.
Ora chiaro è, che sia appartamento o villa, sempre dall’ingresso si entra.
Anche quando si arriva in un loft, o in un open space, o diavolerie simili c’è comunque una qualche caratteristica che porta un nuovo ospite a comprendere che quella è l’anticipazione di tutto il resto.
Spero che questo inizio faccia comprendere più o meno quello che potrete trovare dentro: un po’ di serio, un po’ di faceto, un po’ di tutto e un po’ di nulla, qualcosina di intelligente e molte stupidaggini.
In ogni caso vi invito a dare un’occhiata anche nelle altre stanze, cioè nelle altre sezioni anche per evitare di scappare via a causa della mia fallacia introduttiva.
Ve lo consiglio caldamente e a ragion veduta.
Nella casa della mia infanzia, per esempio, mia madre aveva arredato l’ingresso con un mobile orribile.
Aveva appoggiato alla parete immediatamente accanto alla porta e ben visibile dal vano di apertura una specie di appendi abiti con consolle rivestito da una strana pelle colorata, e assolutamente sintetica, giallo chiaro, trapuntata con un filo dorato e che ho detestato con tutte le mie forze, da bambina (salvo il fatto di posteggiarci qualche giocattolo sotto).
Se il visitatore non si fosse preso la briga di passare da lì al corridoio e poi al resto della casa, non sarebbe stato possibile che si accorgesse dell’ampio e luminoso salone, della camera da letto, raccolta ed intima e della cucina, minuscola ma familiare.
Entrate, allora, anche se qui non vi convince, chissà che non troviate qualcosa con cui vi sentirete in sintonia  in ogni caso, dopo avere deciso di andare oltre ad una veloce occhiata alla superficie.

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