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Salirosso – Trapani

“Trapani non sei tu, sono io!” è la relazione complicata che ho con la mia città natale, da 27 anni -orsono!
Lei mi accoglie. Io la difendo. Ogni volta. E quando litighiamo accade perchè io mi sento soffocare. E questo si ripete ogni mese di ottobre: Gli ultimi vacanzieri ripartono e Trapani va in letargo. Ed io mi sento mancare l’aria, giorno dopo giorno.

Il cinema. I reading. Le degustazioni. Sono le mie boccate d’ossigeno, sane e pure. Che voglio condividere con voi, assittati insieme a me.
È di giovedi, 23 Novembre, l’iniziativa “Il porco incontra il qualeddu”, ideata dai ristoratori di “Salirosso”, gioiellino nascosto in una delle viuzze storiche del centro della città. Serata-evento, che ha visto noi commensali-partecipanti-attivi.
Si, sono estasiata. E non solo perchè il giovedi lo preferisco, senza obiezione alcuna, al sabato sera. Ma tutto ciò che è nuovo mi attrae, ed agli accostamenti di sapori non resisto. Scelgo sempre di lasciarmi sorPrendere. E stavolta è andata bene! Nonostante il grande classico “Giovedì gnocchi”, io mi sono comunque sbrodolata con la fonduta di pecorino. Che è il massimo apprezzamento che potessi mostrare.

L’intenzione è quella di reinvintarsi ogni settimana qualcosa di invitante, ha confessato lo chef a fine serata. Io resto in attesa, quindi. Voi provate ad esserci, perchè iniziative simili vanno condivise, sUpportate e sOpportate -come ha ben fatto la mia Amica #mau, che di porco e qualeddu non ne aveva la benchè minima considerazione!

La mia parafrasi in voti è la seguente:

Location, 8.50/10
Servizio, 9.50/10
Presentazione piatti, 6/10
Gusto e qualità, 8/10
Rapporto qualitá e prezzo, 9/10 a menù fisso.

Totale: 41/50

Di Rossana Campaniolo

Loggia 66 Trapani

Se è vero, è vero lo è, che sui gusti non si può discutere, cosi come insegna il più usato proverbio latino” De gustibus non disputandum est”, io adesso dovrei smettere immediatamente di scrivere quello che sto per dirvi. Ma non posso, peccherei di onestà intellettuale. Quindi, continuo. In qualche modo azzardo, esattamente, come ho azzardato quando ho deciso di andare a cena, lo scorso sabato, da “Loggia 66” a Trapani, nonostante i pareri negativi di chi mi ha preceduta.

Che i gusti siano quasi totalmente insidacabili è verità che abbiamo giá detto, ma che ci siano dei palati non abituati a certi sapori è altrettanto vero. Indi, prima di denigrare toccherebbe assimilare la sostanziale differenza tra “Non è buono”- “Non mi piace”. Perchè, ad esempio -di pura fantasia nel caso specifico- se i ravioli farciti di ricotta adagiati su crema di carciofi sono acidi, questo è un problema prima del ristoratore, poi dello chef. Ma
se non riuscite ad apprezzare l’accostamento di taleggio alla zucca è una cosa del tutto personale. Vostra. E quando capita, anche mia.
Loggia 66, invece, ha smentito tutti e mi ha sorpreso! -letteralmente.
Era tutto buon-issimo. E questo mi ha resa felic-issima. I superlativi a distanza di giorni, non sono casuali ma indicativi. Insomma, ho mangiato bene e questo sicuramente mi ha soddisfatto, ma il tiramisù, imbevuto al punto giusto e servito in tazza, è stato il valore aggiunto. A completamento di un servizio garbato e puntuale.

Poi, rimango sempre un pò assittata in pizzo ed una cosa ai gestori voglio ribadirla: Non esagerate con le quantitá! Siete bravi. Ma il troppo storpia, si sa! E vedere ritirare i piatti con della roba rimasta non è cosa bella. Nè tanto più funzionale per voi, che in qualche modo, non agevolate alla degustazione di un menù completo.

A Trapani, la “Loggia” è il cuore pulsante della città ed io sono certa di tornare per nuovi salti -in padella!

La mia parafrasi in voti è la seguente:
Location 7,5/10
Servizio 9/10
Presentazione piatti 7.5/10
Gusto e qualità 8/10
Rapporto qualitá e prezzo :7.5/10

Totale 39.5/50

Di Rossana Campaniolo

Ristoro Santa Gemma – Roma

La Caput Mundi è caotica, si sa.

Ma se si hanno gli amici giusti allora si può trascorrere una serata davvero felice e fuori dal marasma cittadino.
Francesco è una di quelle rare persone che ti consentono di godere del Lazio, nel senso regionale del termine, glissando sulla quasi inevitabile visione romanocentrica della zona.

Così, una fredda sera di Febbraio, mi porta al “Ristoro Santa Gemma” che è in località Casalotti e rappresenta una specie di oasi di pace alimentare.

Il luogo è delizioso: intimo, accogliente, elegante ma anche alla portata di molti.
Ci accolgono su prenotazione e ci fanno subito accomodare.

Il Ristorante offre una serie di variazioni moderne dei classici abbinamenti della cucina italiana.
Nello specifico io scelgo di mangiare un piatto di “Cuori di Santa Gemma”, pasta ripiena ai gamberi, un hamburger di tonno, che si rivela essere una deliziosa tartare e un sufflè con il cuore di cioccolato.

Piatti sublimi, cortesia e precisione nel servizio.
E se vi dicessi che abbiamo speso 25 euro a testa?
Già. Ci valevano tutti.

Un po’ di voti:
Location 8/10
Servizio 7/10
Presentazione dei piatti 8/10
Gusto e qualità 8/10
Rapporto qualità prezzo 8/10

Totale: 39/50

Sartù – Napoli

E mentre Napoli in Luglio, brulica di turisti al caldo, se vuoi trovare un luogo di meraviglioso ristoro ed alta ristorazione dove vai? Io direi da “Sartù” un locale chic ma alla portata del consumatore che si trova al Vomero.

L’ambiente è decisamente curato, ma non mette in soggezione e per questo risulta accogliente.
Mi porta lì, su invito, un’amica e veniamo accolti subito da Carlo, il gestore.

Il servizio è eccellente, attento e preciso nella cura dei particolari e della comunicazione con il cliente.
Ogni tanto il metre di sala indugia un po’ troppo con la descrizione dei piatti ma è per l’orgoglio del lavoro svolto e una particolarità: un menu a doppio canale dove la cucina tradizionale partenopea viene affiancata da una sua versione modernizzata in maniera da accontentare i palati più classici come i più futuristi accomunati dalla ricerca della qualità.

Una qualità che si sente in ogni profumo, in ogni sapore ed in ogni gesto.
Il tutto trova il suo culmine nella genovese che arriva a sfiorare il sublime.

Unica pecca, mia, è che è talmente caldo che  malauguratamente non riesco a bere il vino.
Quindi ci torno in inverno, per degustare anche la carta dei vini che sembra ottima. Eccome se ci torno.
Anche perchè, mi racconta Carlo, si sta espandendo, e prevede di allargare l’ospitalità avvalendosi dei locali limitrofi a quello dove attualmente offre i suoi manicaretti.

Un po’ di voti:
Location 8/10
Servizio 7/10
Presentazione dei piatti 8/10
Gusto e qualità 9/10
Rapporto qualità prezzo 6/10 (6 politico in quanto non pagante)

Totale 38

Ocean Ice – Palermo

L’Ocean Ice di Palermo è un bar presente in Piazza Massimo targato dallo storicissimo “Ruvolo”.

Con tavolini che guardano all’imponente Teatro omonimo è un luogo privilegiato della città da dove il turista può godere di qualche tipicità panormita di fronte ad uno dei monumenti più importanti d’Europa.
Un sabato ho fatto l’aperitivo lì, a mie spese

Già solo per la location varrebbe la pena.
Eppure i prodotti, di qualità standard, uniti all’estrema professionalità e gentilezza per il servizio e all’abbondanza dell’offerta rendono tutto abbastanza appetibile.

Abbiamo fatto quello che pensavamo essere un aperitivo riforzato.
Nessuna avrebbe pensato che in automatico sarebbero arrivati un piatto piccolo a testa di tabulè o insalata di riso, un vassoio di stuzzichini, patatine, noccioline ed olive.

Il tutto non aveva una presentazione sofisticata, ma certo ordinata  alla vista.
Con 10 euro a testa si può dire che abbiamo in pratica cenato.
Il personale di servizio, veloce e perfetto, ci ha anche un poco viziati.

Un po’ di voti:
Location 8/10
Servizio 7/10
Presentazione dei piatti 6/10
Gusto e qualità 6/10
Rapporto qualità prezzo 6/10

Totale 33/50

Pizza e Cucina – Palermo

Si apre alla fine di Via Principe di Villafranca a Palermo e si presenta come un luogo molto familiare.
Sono andata a mangiare lì un paio di volte a mie spese.

Nel caso che vi descrivo eravamo poco meno di dieci.
All’arrivo c’è stato un problema di prenotazione, al telefono non ci hanno chiesto se preferivamo sederci all’interno o fuori, dove avremmo gradito, e questo ci ha portati ad accomodarci ob torto collo al tavolo più vicino al bancone della cucina. La mia testa in particolare confinava con la parte su cui è poggiata l’affettatrice.

La persona di servizio, pur non avendo avuto infine problemi, è stata abbastanza lenta nel prendere la comanda probabilmente perché non ha seguito l’ordine di seduta dei clienti e ha continuato a farsi distrarre da chi era più esuberante tra i commensali.

Il tavolo, preparato al momento, come gli interni, non segue uno stile particolare.
Evidentemente il locale punta sulla bontà della cucina la cui qualità effettivamente è evidente.
Abbiamo ordinato quasi tutti dei secondi, sia di carne che di pesce, una persona ha preso una pizza, un’altra un primo.

Alle presentazioni scadenti dei piatti, hanno fatto da contraltare il profumo ed il sapore molto gradevoli.
Il rapporto qualità presso è relativo: 17 euro a testa, per un piatto ed un paio di bicchieri di acqua frizzante.

Peccato perché se curassero un poco l’immagine potrebbero fare e chiedere certamente molto di più.

Un po’ di voti:
Location 5/10
Servizio 4/10
Presentazione dei piatti 5/10
Gusto e qualità 7/10
Rapporto qualità prezzo 5/10

Totale 26/50

Vivi Bristrot Piazza Navona – Roma

Piazza Navona si dispiega più in lunghezza che in larghezza.
Con il passare delle ore il sole gira, quindi accade di regola che i turisti inseguendo la frescura assicurata dall’ombra, si raggruppino sotto i ristoranti e i bar di un lato, piuttosto che dell’altro, e che così in un certo modo scandiscano l’incedere delle giornate estive.

Vivi Bistrot fa eccezione, perchè si trova proprio sotto al portico attraversando il quale si arriva a Palazzo Braschi, su uno dei lati corti dunque, e per questo è sempre illuminato e in ombra, al fresco.

Il luogo è arredato con una certa cura e il personale è particolarmente gentile.
E’ una promessa di pace inaspettata in mezzo a quello che, a dispetto della struggente bellezza del luogo, può rivelarsi un vero e proprio carnaio.

Mi sono fermata lì con un’amica il 16 di Agosto, in un momento di caldo infernale e pranzare è stato un sollievo.
La primissima qualità e la freschezza dei cibi biologici hanno rappresentato una garanzia di qualità, in particolare per quanto riguarda l’hummus e le bruschette con stracciatella pugliese.

Ottimi anche i centrifugati, il mio, in particolare “a sopresa”, con frutta a disposizione in quel momento, ma ragionevolmente a base di ananas.
Si distinguono i dolci, la cheesecacke e la torta al ciccolato che, in quanto vegana, è stata preparata certamente con olio di semi, acqua, farina e cacao. Gustosa e leggera.

Unica pecca: ogni tanto il personale verificava che la pietanza ordinata fosse disponibile, probabilmente perchè la facile accessibilità è un po’ limitata dalla freschezza degli ingredienti che, però, sono un vero punto di forza

Un po’ di voti:
Location 8/10
Servizio 6/10
Presentazione dei piatti 6/10
Gusto e qualità 8/10
Rapporto qualità prezzo 7/10

Totale 33/50

Ombre Rosse Trastevere – Roma

La pinsa romana, focaccia leggera condita a freddo in maniera appetitosa, che precede storicamente la signora pizza, è ideale nel periodo estivo.
Se poi voleste consumarla da Ombre Rosse sappiate che potrebbe diventare il massimo.
Il locale è trasteverino, tuttavia è la perfetta negazione di tutto ciò che è il classico ristorante di zona riservato ai turisti.

La location è curata ma non troppo, è esattamente quello che si vorrebbe trovare in un’afosa tarda mattinata di Agosto dove appetito e impegno relazionale non possono collimare.
Dedicato al cinema e alla musica l’ambiente ha le pareti letteralmente tappezzate da poster ed è rifinito con piccoli murales che rendono l’atmosfera particolare.
Il cibo si è rivelato buono e fresco.

Io ho ordinato una pinsa con formaggio, salmone e pinoli.
La mia amica una più classica con carciofi, insalata, parmigiano e olive.
Buone, gustose, leggere.
La macedonia con il gelato è stata la chiusura ideale.

Il servizio si è caratterizzato per cortesia e tempestività. Le ragazze in sala sono state informali e non invadenti.
I gestori hanno lasciato stanziare gli ospiti per due chiacchiere in più senza problemi.
Una esperienza bella da ripetere e consigliare.

Un po’ di voti:
Location 8/10
Servizio 7/10
Presentazione dei piatti 6/10
Gusto e qualità 7/10
Rapporto qualità prezzo 6/10

Totale 34/50

Senba – Roma

Ma tu che fai, vai a mangiare sushi a Roma?
Se mi piace sì.

Di solito vado in uno in zona Termini, una mia amica invece mi ha chiesto di accompagnarla in uno vicino Piazza Bologna dove ha mangiato diverse volte nel corso degli anni.

Il locale, che dall’esterno si presenta come qualsiasi altro sushi all’occidentale, all’interno ha una piccola particolarità divertente che lo rende diverso dagli altri: la suddivisione in panche chiuse, e separate da pannelli caratteristici, con cuscini sulla seduta lo rendono più piacevole.

Come molti presenta la formula “all you can eat” con ordinazione con foglio e numeri corrispondenti alle pietanze del menu.
Rispetto ad altri posti simili la varietà è piuttosto ristretta, ma non è detto che sia un male, potrebbe anzi essere il segno di una cura particolare. Almeno questo mi dico io in principio.

Ordiniamo due volte. Sushi misto, sashimi, wakame ed edamame sono i miei must e non me li faccio mancare nemmeno questa volta.

Il servizio è però farraginoso, tanto che per avere una sola porzione di edamame dobbiamo chiederlo due volte e poi segnalare che non è mai giunto a destinazione.
Il sushi ha un sapore accettabile ma, a contatto con la salsa di soia, si apre.
L’amicizia recupera la serata e quindi chi se ne frega di quello che abbiamo mangiato poi?

Un po’ di voti:
Location 7/10
Servizio 4/10
Presentazione dei piatti 5/10
Gusto e qualità 5/10
Rapporto qualità prezzo 6/10

Totale 27/50

Mashalai – Messina

In una domenica di maggio, calda seppur non afosa, Messina appare deserta e inospitale al turista che cerca un luogo dove pranzare.

Mashalai si apre, oasi insperata in una città chiusa e respingente, in via dei Verdi.
Lì ci fermiamo io e un mio amico, per un pranzo da noi pagato.

Con 25 coperti circa, un arredo commisto tra rustico siciliano e moderno design, sembra quello che cerchiamo.
Ci accomodiamo, accolti da una metre di sala gentilissima, attenta e professionale.
Il servizio ha la giusta sollecitudine e tiene conto delle esigenze della clientela.
Ordiniamo un tris di carpaccio di mare, molto buono, con tonno, pesce spada e salmone.
Quest’ultimo in particolare avvolge una piccola mozzarella di bufala freschissima.

Due pecche: richiesto, manca il pane, inoltre la degustazione del piatto sarebbe stata più soddisfacente se nel servirlo la metre ci avesse raccomandato l’ordine con cui mangiarlo perchè la sapidità del salmone ha surclassato e annullato il sapore di tutto il resto.

A seguire richiediamo una porzione di gamberoni in pasta kataifi e un saccottino di pesce spada.
I crostacei perfetti nel gusto e nella presentazione, il pesce non freschissimo, seppur di buon sapore.
I secondi piatti sono stati accompagnati da patate al forno e una grigliata di verdure miste che si è distinta per la bontà della preparazione, nella consistenza e nella cottura.
Un prosecco ha irrorato il tutto, alzando il conto e portandolo ad 85 €.

Un po’ di voti:
Location 8/10
Servizio 7/10
Presentazione dei piatti 8/10
Gusto e qualità 8/10
Rapporto qualità prezzo 6/10

Totale 37/50

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