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Denti perfetti

Sono fissata con i denti delle persone. Ossessionata dai miei.
Non so perchè. Eppure mia zia me lo diceva sempre che “Cu s’innammura ri capiddi e denti s’innamura ri nenti”*
Forse dipenderà dalle perle perfette che sembrava avere in bocca mio padre – erano finti ma da bambina non potevo nemmeno immaginarmelo – o per il trauma che ho subito dopo la caduta dei miei primi.

A quattro anni avevo un’arcata perfetta e bianchissima, invece mia madre badava che li avessi soprattutto dritti.
Fu uno shock per me vedere crescere il primo dente nuovo: forma, colore, aspetto e inizialmente anche funzione non erano quelli che avevo sperato nell’attesa. Era più grande degli altri e mi dava fastidio.
Ecco perchè San Nicola mi aveva portato i soldi sotto la tazza capovolta: per risarcirmi del danno!

E come se non bastasse una caduta dalle scale qualche mese dopo me ne ha leggermente sbeccato uno, con nessuna conseguenza meccanica, tanto che il medico non volle intervenire.

denti

Comunque sia oggi sono una fan di tutti quei siti che ti dicono come mantenerli al meglio o al meno peggio.
Ho scoperto così oltre la salvia, il limone, il bicarbonato,  e che qualcuno – ma non io che me la faccio sempre un po’ sotto – usa sconsideratamente l’acqua ossigenata.

Infine ovviamente il dentista che ti cazzìa per il limone e il bicarbonato…

By the way, sappiatelo: se scopro che non ve li lavate mi assetto proprio in pizzo.
Quindi, nel caso non sia così, statemi alla larga per favore. Grazie assai.

 

*Chi si innamora di capelli e denti si innamora di niente

Il nuovo Governo sarà avatar ma è legittimo

Un Governo in Italia si dimette quando viene meno il rapporto fiduciario con il Parlamento.
Nel “caso Renzi” quindi non sussistevano nemmeno le condizioni perchè accadesse.
Un responso non gradito da parte del Referendum non costituiva motivazione per aprire la crisi.
Il Premier uscente lo ha fatto, onore al merito e rispetto per la coerenza mostrata.
Il Presidente della Repubblica, una volta preso atto e ascoltati leader di partito, capigruppo e presidenti delle Camere, in genere può agire scegliendo di precorrere una tra diverse strade:
il rinvio alle camere per la verifica della sussistenza del rapporto fiduciario in entrambi i rami del parlamento (ma non era questa l’evenienza); il Governo-bis: con nomina di un nuovo governo, presieduto dallo stesso Premier,  con eventuali modifiche della compagine ministeriale; l’individuazione di un nuovo leader all’interno della stessa maggioranza; il Governo del presidente con una personalità di forte caratura istituzionale che viene designato; il Governo Tecnico, costituito da esperti in materia politica, ma estranei alla vita politica in quanto tale; le elezioni anticipate con lo scioglimento delle camere.

Sergio Mattarella ha pertanto agito in piena legittimità, dopo avere accertato l’indisponibilità di Matteo Renzi a dare vita ad un Governo bis.

Non andiamo dicendo in giro che questo Governo è illegittimo perchè non eletto dal popolo. Sarebbe un artificio retorico volto alla più pura delle demagogie qualunquiste.

Il Premier incaricato Paolo Gentiloni

Il Premier incaricato Paolo Gentiloni

Quello nominato oggi è la perfetta risultanza di tutto quello che è accaduto negli ultimi anni a partire da un Parlamento la cui elezione è sancita come regolare anche dalla Corte Costituzionale.

Non facciamo che qualcuno ha pensato che votare “No” al referendum portasse in automatico allo scioglimento delle Camere?
Sia perchè la crisi è stata aperta da Renzi solo per una ragione di personalizzazione del risultato referendario, sia perchè si tratta solo di una delle possibilità che ha davanti un Presidente della Repubblica per risolverla.

Prima di parlare informiamoci.
Basta leggere Wikipedia per comprendere che alcune aspettative sono del tutto irrealistiche e ingenue.

I difensori dei diritti umani

Certe volte accade per ragioni meramente dettate dal caso, altre per convinzioni politiche, culturali ideologiche o per il luogo in cui si è nati o si è vissuti. Essere o diventare difensori dei diritti umani è però sempre una condizione che permea l’esistenza di chi vive secondo la convinzione per cui “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” deve essere una realtà e non una irraggiungibile utopia.

Non è necessario esperire condizioni estreme di violazione per essere una di queste figure: Amnesty International, con la sua memebrship, gli attivisti e i gruppi locali ne costituisce ad esempio una intera comunità.

Difensore dei diritti umani è dunque una persona che, individualmente o insieme ad altre, agisce per promuovere o proteggere i diritti umani. I difensori dei diritti umani (in inglese Human Rights Defenders, acronimo HRD) sono quelle donne e quegli uomini che agiscono altresì in maniera pacifica.

HRD è stato il leggendario Martin Ennals, segretario generale di Amnesty International dal 1968 al 1980, nonchè fondatore di Article 19 e International Alert, ma è molto facile che lo siano semplicemente persone comuni che talvolta incontrano abusi sulla propria strada.

Una di queste è stato per esempio Padre Pino Puglisi, che con la sua educazione ai diritti, naturalmente inscritta nell’ambito della sua missione e vocazione religiosa, è riuscito davvero a danneggiare la cultura mafiosa a Palermo, un’ altro è il ricercatore Flaviano Bianchini, biologo italiano che ha portato alla luce, nei primi anni del duemila, e denunciato la questione della contaminazione delle acque del río Tzalá nel dipartimento di San Marcos, in Guatemala, unitamente alla grave violazione dei diritti perpetrata contro le popolazioni che vivevano e vivono ancora in quella zona.

Amnesty International in Sicilia, riconosce il valore delle persone che vivono proteggendo la vita degli altri e per questa ragione dedica loro ogni anno un premio nella settimana in cui cade non solo il 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, ma soprattutto il 9 , ricorrenza della Dichiarazione sui diritti e le responsabilità degli individui, dei gruppi e delle istituzioni sociali per promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti. Questa infatti costituisce una pietra miliare nella lotta per una migliore tutela di coloro a rischio di conduzione di attività legittime a favore dei diritti umani, ed è il primo strumento dell’ONU che riconosce l’importanza e la legittimità del lavoro dei difensori dei diritti umani, così come il loro bisogno di avere una protezione migliore.

L’iniziativa si chiama Forum dei difensori dei diritti umani e cresce piano piano negli anni.

Si tratta di una, e mano a mano che il tempo passa, ad oggi ben quattro conferenze premio che hanno come obiettivo quello di portare all’attenzione pubblica le questioni specifiche rispetto alle quali gli e le HRD prescelti nutrono il loro principale interesse, affiancando le loro esposizioni con quelle di esperti di Amnesty International e non.

A Palermo si svolge così il 13 dicembre 2014 la conferenza per Stefania Erminia Noce, attivista dei diritti delle donne, femminista convinta, originaria di Licodia Eubea morta per mano del fidanzato, insieme al nonno che cercava di proteggerla, a dicembre del 2011.

Premiazione alla memoria di Stefania Erminia Noce

Premiazione alla memoria di Stefania Erminia Noce

La sua morte non è stata inutile perché la giovane ha contagiato, mentre era in vita, tutto un paese che si è costituito nell’associazione SEN (acronimo del suo nome e cognome) che promuove continue attività contro il femminicidio e la discriminazione di genere, e dopo la sua scomparsa, Serena Maiorana, giovane giornalista autrice di “Quello che resta. La storia di Stefania Noce” dedicato alla biografia della studentessa tragicamente scomparsa.
I premi, assegnati a Stefania e Serena, sono affiancati a quello conferito a Rosa Lunetta, una vivace signora di 89 anni che, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, a Palermo, apre le porte a uno sparuto gruppuscolo di univesitari e liceali per scrivere lettere di protesta per le violazioni dei diritti umani come indicato su dossier inviati dal Segretariato Internazionale di Londra.
In questo modo Rosa Lunetta dava l’avvio ad Amnesty International in Sicilia.

Ad Agrigento, il 19 Dicembre dello stesso anno il Gruppo 283 realizza la conferenza premio che vede come protagonista Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, il dicottenne che perde la vita il 25 settembre 2005 in circostanze misteriose e ripetutamente insabbiate , dopo l’incontro fatale con le volanti Alfa 2 ed Alfa 3 della Polizia di Ferrara.
L’iniziativa prevede anche la presentazione dio“Una sola stella nel firmamento. Io e mio figlio Federico Aldrovrandi” un libro di Francesca Avon, edito da Il Saggiatore, che con lucidità al neon racconta fase dopo fase la tragica scomparsa del ragazzo e la reazione dei suoi genitori ad un mondo di provincia omertoso e silenzioso.

Presso il polo di Trapani dell’Università degli studi di Palermo, sempre il 19 Dicembre, Amnesty conferisce il premio Human Rights Defenders a Dacia Maraini per la sua opera letteraria permeata di concetti volti alla tutela dei diritti.
L’appuntamento costituisce l’occasione per presentare l’ultimo libro della scrittrice “Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza” e per discutere di diritti delle donne nel contesto di un corso di tre incontri riservati agli stidenti ma con un’apertura alla cittadinanza in occasione dell’appuntamento di chiusura.

In gennaio è infine prevista la tappa di Catania. In questo incontro viene presentato il caso di Stefano Cucchi, morto durante un fermo di Polizia a Roma. Premiata la sorella Ilaria e presentata la campagna internazionale di Amnesty contro la tortura.

La convinzione, in base alla quale l’organizzazione ha sviluppato e moltiplicato le iniziative del Forum, è quella che il valore paradigmatico del premio, attraverso il racconto della storia delle persone coinvolte in fatti gravi ma contro i quali si può e deve reagire al fine di non permettere alcuna faglia nel sistema della tutela dei diritti, sia evidente ed inestimabile.

E’ per questo che l’associazione continua a realizzarle, per alimentare un continuo arricchimento delle persone e del proprio territorio nello sviluppo di una cultura sana di reciproco rispetto e protezione.

Da “Voci, anno 1. num 1.” Rivista aperiodica di Amnesty Sicilia
Per ulteriori info www.amnestysicilia.org

 

Bar Morto

L’autunno è dolce come un desidero indefinito.
E io forse vorrei un thè.
Preferirei una minestra ma è tardo pomeriggio.
E allora cambio destinazione alle mie voglie.
La cosa bella dei primi freddi sono le bevande calde.

Ha un nome scintillante ma chiamerei questo posto “Bar Morto”.
Poche persone stanziano sull’ingresso, impedendo l’entrata con le loro facce smunte.
Ci sediamo dentro alla veranda color ghiaccio, come a sottolineare che l’inverno avanzerà.

Arriva un cameriere tirato a lucido e poco incline a lavorare.
Non ha con sè nemmeno il menu.
Prendo un succo di melograno, non c’è tutto questo freddo.

Succo di melograno. Non c'è tutto questo freddo...

Succo di melograno. Non c’è tutto questo freddo…

 

Grandi amori sul pullman e anche sotto

E’ tardo pomeriggio e il pullman che collega l’aeroporto alla città è strapieno.
Il conducente valuta di partire subito, non ci sono più posti disponibili.
Fanno appena in tempo a salire gli ultimi due utenti, un uomo e una donna.

Amore sul bus

Amore sul bus

Nel silenzio generale, carico di stanchezze dei viaggi, la signora si agita.
Bionda. Parla a voce alta, gesticola e quasi si sbraccia.
Deve scendere immancabilmente alla prima fermata.
Raccomanda più volte all’autista di ricordarsi di questo.
E’ un po’ accorata.

Appena usciti dall’autostrada, approssimandosi la discesa, il vicino di posto la afferra e la bacia appassionatamente.
Wow!- scuote l’intero autobus – Che grande amore!

Lei fa per andarsene, lui resta dov’è.
Lei si gira, un altro cenno di saluto con la mano e va via.
Cala un po’ di malinconia condivisa per la fine del viaggio tra i due innamorati.

Passano un paio di fermate. Adesso tocca a lui uscire dal bus.
Si precipita: lì davanti una macchina posteggiata.
All’esterno una donna. Bruna.
Lui la afferra e la bacia appassionatamente.
Wow!- scuote l’intero autobus – Che grande amore!

 

Sono una fan della fogna

Sono una fan della fogna.
La mia passione va al di là del fatto che lavoro in un acquedotto, dove si tratta il servizio idrico integrato comprensivo di quello di scarico e depurazione.
Penso semplicemente che l’opera relativa alle reti di deflusso delle nostre cacche sia degna di tutto rispetto e, a ben pensarci, è lo specchio del livello di civiltà raggiunto dalle genti nella storia.

Più un popolo è evoluto, maggiori sono o sono state la precisione, l’efficacia e la complessità dei suoi sistemi di drenaggio dei liquami.

I Romani sarebbero stati tanto potenti se non avessero avuto non solo i loro acquedotti, ma anche e soprattutto la Cloaca Maxima? Grazie a questa sono stati tutelati nei secoli da molte più malattie che non le altre popolazioni che hanno incontrato e con cui si sono scontrati, hanno goduto di maggiore salute e per questo si sono dimostrati molto più difficili da sconfiggere in battaglia.

cloaca

Lo sbocco della cloaca maxima a Roma

Tra internet, qualche giornale e un paio di saggi di ecologia di facile approccio, ho scoperto che l’invenzione del sistema di scarico, il primo dei quali risale a 30.000 anni fa – a Cnosso il prototipo di water con lo sciacquone –  ha fatto addirittura guadagnare cinque anni di vita a ciascuno di noi.

E chissà quanti ne potrà recuperare il nostro pianeta!

Separando infatti i tipi di reflui scaricati, tra urina, bucato e doccia e feci, sarà possibile evitare un forte inquinamento, bloccare la resistenza agli antibiotici – che rimangono in circolo finendo nel ciclo dell’acqua attraverso le fogne non separate ancora oggi – e ricavare diversi componenti di utilità industriale, come il fosforo sempre più necessario e sempre meno disponibile nelle miniere.
Potremo recuperare anche molto del petrolio rilasciato.

Se consideriamo che ogni essere umano dotato di tazza e scarico produce 200 litri di liquami al giorno, è facile comprendere come avere rispetto del sistema fognario sia inevitabile.

Non a caso i tuboni sotterranei sono teatro di storie noir, di grande fascino, e sono attraenti agli occhi di molti, tanto che alcuni musei nel mondo hanno organizzato dei giri turistici dedicati.

Se poi consideriamo che l’anno scorso Bill Gates ha bevuto tutto soddisfatto un bicchiere di acqua potabile estratto dalla depurazione, avvenuta in cinque minuti, di un mucchietto di feci grazie al trattamento avvenuto dentro “Omniprocessor”, una macchina realizzata a Seattle che ha ricavato da questa operazione anche dell’energia elettrica, non si può non dire che il nostro futuro è nella melma.

Fine del quadrimestre. I minori non accompagnati e l’insufficienza dell’Italia.

Proseguono senza sosta gli sbarchi. E’ sempre più preoccupante la presenza crescente dei minori non accompagnati. Essi costituiscono una cifra superiore al 10% del totale dei migranti arrivati via mare. Costretti a viaggi pericolosi, indifesi e sovraesposti a violazioni dei diritti umani, colpevoli di essere figli della guerra e nati in paesi dove la parola speranza è stata cancellata dal vocabolario.

Provengono soprattutto da Eritrea, Somalia, Egitto, Africa subsahariana e Siria.
Tutti paesi in grave conflitto, dove l’emergenza umanitaria è la quotidanità come il perdurante e grave stato di pericolo ed insicurezza sociale.

Sono in tutto 11.000 in Italia, 6.000 arrivati nel 2014, 3.000 irreperibili a causa della fuga dai centri dopo l’accoglienza, in maggioranza maschi, tra i 14 e i 17 anni.

Poichè giungono a riva privi di punti di riferimento, essi dovrebbero ricevere accoglienza e protezione maggiore e avere nel più breve tempo possibile la concretezza di inziare un percorso fattivo di integrazione.
Questo però non avviene a casua dell’assenza cronica, aggravata peraltro dalla chiusura del programma Mare Nostrum, di un sistema organico ed adeguatamente strutturato atto allo scopo.

A Luglio scorso alcune organizzazioni impegnate nella protezione dei minori, tra cui AIBI,  Amnesty  International, Caritas Italiana, Centro Astalli,  CIR, CNCA, CNCM,  Comunità di Sant’Egidio, Emegency, Intersos, Save the Children Italia, Terre  des  Hommes si sono mobilitate, in occasione dell’inizio del semestre di presidenza italiana al Consiglio dell’Unione Europea, per porre al Governo e al Parlamento delle richieste al fine di fare fronte alla estrema inadeguatezza dell’accoglienza e della protezione riservata ai minori stranieri non accompagnati che giungono in Italia.

In particolare, ribadendo che i minorenni stranieri non accompagnati sono titolari di diritti, così come sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e che essendo in Italia privi di adulti di riferimento sono particolarmente vulnerabili, hanno segnalato quanto per questo è indispensabile garantire misure idonee alla loro protezione.

i minori non accompagnati sono titolari di diritti

i minori non accompagnati sono titolari di diritti

In particolare hanno richiesto al Governo: “di promuovere nel corso del semestre di presidenza italiano l’attivazione di un coordinamento europeo per la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, con particolare riguardo a coloro che intendono raggiungere altri Paesi Europei, oggi spesso inaccessibili stando alla normativa europea; di assumere piena e diretta responsabilità sul sistema di prima accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati, assicurando condizioni dignitose di ospitalità che superino la precarietà ed il degrado che si registra ad oggi, nonostante gli sforzi delle comunità territoriali, delle Organizzazioni della società civile e delle istituzioni locali; di approntare, a tale fine, un sistema di strutture di prima accoglienza temporanea, in prossimità dei luoghi di sbarco, che rispondano a criteri e standard di qualità omogenei ed evitino il sovraffollamento; di favorire il trasferimento dei minorenni, in tempi certi, da tali strutture alle comunità di accoglienza distribuite sull’intero territorio nazionale e regolarmente accreditate secondo i criteri regionali attualmente previsti– ivi compresa la rete SPRAR – nonché di promuovere la diffusione dell’affidamento familiare;di rendere subito disponibili le risorse del Fondo Nazionale per i Minorenni Stranieri non accompagnati, per superare l’attuale stallo e assoluta incertezza sulla disponibilità di risorse, e garantire modalità e tempi certi di pagamento dei servizi; – di prevenire i rischi di fuga e sfruttamento dei minori soli, rendendo più celeri le procedure di identificazione e la nomina dei tutori in tempi brevi e determinati; di favorire i processi di avvio all’autonomia attraverso adeguate misure di sostegno ai processi di inclusione sociale.” Continue Reading

Prima c’erano le masse

Quando sono nata, i Settanta ruggenti presentavano un contesto sociale dove masse, distinte sia sul piano ideologico che degli obiettivi, si incontravano e talora si scontravano. Anche quella terrorista ne costituiva una, ed era politicamente individuabile, aveva una sua identità.

Con gli Ottanta e l’epoca del riflusso, inteso come il ripiegarsi sul versante intimista della propria esistenza conseguente alla disillusione politica dopo i fallimenti rivoluzionari del decennio precedente, le masse diventarono una sola, quella che scendeva in piazza per i mondiali di calcio o per vedere i Bronzi di Riace.
Indistinta, senza alcuna connotazione interlocutoria, tuttavia portatrice di quel benessere che permetteva a Craxi di fare notare, se un altro premier sottolineava in sua presenza che gli italiani salivano su aeroplani a bandiera del proprio paese, che tutto il mondo camminava con scarpe che provenivano dallo stivale.

Beppe Grillo leader che ieri a Palermo ha vigorosamente ripreso la conduzione del Movimento 5 Stelle

Beppe Grillo leader che ieri a Palermo ha vigorosamente ripreso la conduzione del Movimento 5 Stelle

Quella massa ha sempre più badato al portafoglio, agli affari privati, e ha abboccato, o almeno ha dato ad intendere di averlo fatto, all’ideologia del marketing di un premier vincente, self made man, sorridente, a tratti affettato, dalla rete di clientele immarcescibile. Correvano i Novanta. Continue Reading

In Italia il terremoto è come l’herpes

Ogni volta che la terra trema, con o senza danni, con o senza vittime, alla fine lo sgomento si rimuove e si dimentica completamente.
Oramai, per la quantità di volte in cui ho assistito a questa dinamica una verità alberga in me ineluttabile: in Italia il terremoto è come l’herpes, è parte integrante del nostro territorio, e per questo torna. Torna sempre.
Tutto sta nell’aspettare la prossima scossa.
Pur non volendo considerare le catastrofi che hanno funestato la penisola per esempio nel diciottesimo secolo, facendo una conta che parte dal ventesimo, già dalla tragedia di Messina nel 1908 fino ad oggi, 24 settembre 2016, noi Italiani abbiamo dimostrato sempre di non comprendere e di non sapere sviluppare la più banale capacità di apprendimento, quella connessa alla prevenzione di un pericolo grave, del più grave e del più ripetitivo e continuativo che ci riguarda, certo insieme al rischio alluvioni, altra catastrofe in relazione alla quale dimostriamo la nostra più profonda e sempiterna italianità.
la zona del sisma che ha colpito il centro italia il mese scorso

la zona del sisma che ha colpito il centro italia il mese scorso

A nulla è valsa l’Irpinia, come a niente quello che è accaduto all’Aquila.

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Le Gemelle

Le gemelle si danno le spalle ma quasi si sfiorano.
Con i leggings e gli stivali senza tacco, una giacca a vento e la maglia oversize.
Una veste i colori della terra sabbiosi, l’altra è nera e antracite.
Sembrano identiche.

Gemelle a Palermo

Gemelle a Palermo

Medesima corporatura,  capelli tirati in coda di cavallo, magre e non alte, delicate, assorte.
Perse nei propri pensieri che non si accorgono l’ una dell’altra.
Non scorgono la somiglianza, la stessa espressione in viso, l’uguale rincorrere il fuori dal finestrino con gli occhi.
L’identica maniera di stare nel mondo, di stare lontane dal mondo.
Forse una è salita dopo, quando l’altra era già girata e non  si sono riconosciute solo per caso, penso, chissà se sapranno mai che sono gemelle mi chiedo…

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