Vattene affanculo

C’è il marasma politico. Sarei tentata di dire il solito marasma politico, ma questo lo è un po’ di più rispetto a quanto, lo dico con tono tragicomico, siamo abituati.

Non entro nel merito in sè tranne che per un curioso vezzo che mi ha attaccato da un paio di giorni: subito dopo l’apertura della crisi il cervello mi ha detto di aprire la pagina Facebook di Luigi Di Maio.

Non avete idea, l’avrete se andrete a vedere, della quantità di insulti di cui è stato bersaglio insieme al Movimento 5 stelle. Una roba che invita inevitabilmente a gettarsi nella mischia, già solo per essere un po’ pungenti.

Ho iniziato a guardare i profili degli utenti più vivaci, se così si possono definire.
In una buonissima parte ho visto che si tratta di identità irreali e monotematiche.
E’ evidente che non corrispondono a persone vere, che hanno una vita, che accompagnano i propri bambini a scuola, che hanno un lavoro o nel tardo pomeriggio fanno l’aperitivo.

Questi non esistono. Sono solo ripetitori virtuali.
Da loro trovi le foto di Salvini e robe della Lega condivise in maniera ossessivo compulsiva.

In modo perfettamente speculare ho notato che molti commentatori positivi, le cui frasi mi sono apparse poco articolate, quasi ai limiti della demenza, corrispondono a profili dove ho trovato condivisioni ossessivo compulsive su Di Maio e i pentastellati. Stessa storia al contrario.

Ho passato una ventina di minuti buoni a constatare quanto tutto sia artefatto e condizionato, finchè non ho trovato un profilo, a partire dal semplice commento “non avete ancora capito che avete perso completamente”, che sembrava corrispondere ad una persona fatta di carne e ossa: la frase infatti era un po’ pungente, un po’ articolata,  ma non andava troppo oltre.

Una persona davvero simpatica, con cui fare volentieri un aperitivo, quattro chiacchiere e due risate.
Da bambino gli piaceva guardare “Uomo Tigre” e ha condiviso una gif divertente su “Chobin”, quel cartone anni Ottanta, per chi lo ricorda, del piccolo extraterrestre che aveva perso la mamma.
Ha foto con la sua figlioletta, è uno Juventino, ma non sfegatato.
Ha condiviso una serie di battute tipo “Cosa ti spinge ad alzarti al mattino? La pipì!”
Quasi gradevole.

E poi, poi dopo una dozzina di elementi eccolo, messo lì pubblicamente circa un anno fa, il filmato dell’espulsione di un migrante con lo stato: “Vattene affanculo”.

Non ho paura dell’influenza dei profili ripetitori, ancor meno di quelli pagati, perchè quelli sono falsi.
Li ho avuto paura.
Paura di queste persone vere, che hanno bambini veri, con vite vere, che sono davvero simpatiche e che odiano davvero.

 

 

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