La strage delle infermiere

Per adesso sto vedendo su Netflix la serie Mad Men, tutta ambientata negli anni Sessanta e sto davvero sognando.
La trama in sè non è nulla di che, narra di una serie di pubblicitari, sostanzialmente infelici, in particolare il protagonista: vivono all’ombra dei miti del danaro, del successo, della carriera e del sesso facile, pur cercando di mantenere una facciata decorosa, insieme alle loro famiglie.

Quello che mi piace è l’ambientazione e la scenografia.
Tavoli, sedie, cuscini, fantasie, materiali, tutto mi riporta a quando ero bambina.
Sono del 1974 e il 1969 è solo a cinque anni di distanza dalla mia nascita.

Ho visto soprammobili che aveva a casa mia madre e che possedevano le mie nonne e ho rivissuto eventi che hanno fatto epoca come l’elezione e l’assassinio di Kennedy o l’atterraggio sulla luna.

Sconoscevo un solo fatto tra quelli raccontati fino ad ora – sono alla quarta serie –  la strage delle infermiere.

Il 13 Luglio 1966 nove ragazze,  appunto della scuola di infermiere di Chicago, vennero intrappolate ed uccise con una tecnica da stillicidio crudele, da un certo  Richard Speck, detto Dick, marinaio disoccupato odiato e rifiutato dalla madre, dalla moglie, dalla sorella.

Solatamente una si salvò, Corazon che semplicemente si nascose sotto ad un letto.

Dick, tutto sommato, per quanto imbufalito era per sempre un uomo e davanti a tante donne perse il conto.

 

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