Il Natale presente

Stanotte è successo un fatto curioso per strada, praticamente sotto casa mia.
Potevano essere le due passate.

C’era una ragazza mediorientale, con la pelle olivastra.
Piccola. Sì e no avrà avuto  diciotto anni, forse anche meno, magari era pure minorenne.

Araba lo era di certo, perchè a tratti farfugliava, ma certe volte urlava proprio in una lingua incomprensibile.
Cioè si capiva che dalla sua bocca usciva a tratti la parola “zawj”, rivolto ad un tizio abbastanza anziano e malvestito che era con lei.
Se non mi sbaglio “zawj” vuol dire marito, ma quello poteva avere almeno 50 anni.
Forse era suo padre, suo zio o suo nonno.
O magari era vero suo marito, che le ragazze del Medio Oriente sposano i vecchi  per interesse familiare, convenzione o accordi tra tribù.

Era incinta grossa.
Ogni tanto si toccava la pancia, specie quando gridava.
Forse aveva dolori.

Comunque per sì e per no ho chiuso le finestre.
Erano ancora tutti a casa mia per la notte di Natale.
Metti caso i picciriddi si scantavano.
Se aveva bisogno poteva andarsene alla Polizia e noi dovevamo ancora mangiarci il Panettone

 

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