A casa tutti bene

Ci sono nomi che creano aspettative. E lo sa bene, chi di professione ha scelto di fare il regista. Ed è esattamente quello che fa Gabriele Muccino, quando sceglie il cast del suo ultimo film. Tutti nomi che recano una certa carica di destino. ‘A casa tutti bene’, dunque.

Mi metto comoda ed aspetto.
Che poi è quello che faccio sempre quando temo ma spero, fino all’ultimo, di non esser delusa.

E Muccino, esattamente come da manuale, mi ha sedotta ed abbandonata. Naufragar nell’aspettative deluse, sotto ogni profilo.

Non c’è storia.

È una mera-fedele riproduzione di uno spaccato di vita, della borghesia italiana. Perlopiù concentrati ad apparire che viversi. Conoscersi.

Tutto è rimasto in superficie.

Non si è arrivati ad un rapporto madre-figlia viscerale. Nè ad un Amore follemente passionale. E neppure ad una vera e propria tragedia. Che come ha ben sdrammatizzato il mio Amico Pi seduto alla mia destra, è stata questa poi la vera tragedia, per me. Che ho imparato a smettere di essere anaffettiva. Che piango e rido in egual misura. Perché di piangere e ridere ne ho, addirittura, necessità.
Che sono diventata più brava a condannare che assolvere. Che non mi perdono. Che destrutturo, e spesso distruggo, in nome della verità – che è sempre una ed assoluta. Ed io mi sento esattamente così. Assoluta.

Peccare di pathos, quindi, è la colpa più grande di questa numerosa, ma neppure tanto caotica, famiglia italiana. Simile a molte, ma non di esempio. Voglio sperare.

Ps. È entrato nella mia lista dei perdibilisssimi, di default. Grazieaddio!

Rossana Campaniolo

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyright © 2018 "Assittata in pizzo", all rights reserved. Powered by Morici basing on Romangie Theme.