Monthly Archives: gennaio, 2018

L’annus orribilis per l’amicizia. O forse no.

Siamo alla seconda settimana di Gennaio e non riesco a non pensare ad un fatto che è accaduto ripetutamente nel corso dell’anno che si è appena concluso: ho tagliato ponti. Alcuni significativi, almeno per me, duraturi e apparentemente impossibili da mettere in discussione nel ruolo di collegamento affettivo con il mondo.

Che le modalità siano state rumorose,  che si sia trattato, figurativamente parlando, di un colpo di pistola secco  attraverso un cuscino immaginario, che la stanchezza abbia portato la dolce morte dell’ipocrisia, in nessun caso è mancata una buona dose di sofferenza. Ne è variata solo l’intensità e la durata.

Sono arrivata a pensare che il 2017 sia stato un annus orribilis per la quantità di delusioni che ho inanellato. Amicizie, buone conoscenze, collaborazioni negli ultimi dodici mesi mi hanno riservato sfiducia, menefreghismo, stupidità che nemmeno la più funesta delle relazioni sentimentali era riuscita mai a collezionare.

Eppure, ad oggi, lo rifarei. Intendo di interrompere le trasmissioni.

Perchè non è possibile rimanere accanto a chi non è se stesso e si presenta dietro mentite spoglie rischiando di rimandarti un’immagine condizionata, spesso tossica e peggiorata di te. Come se quella sbagliata fossi tu.

Ogni tanto bisogna anche riconoscere che può essere che il nostro problema siano semplicemente gli altri.
E andare avanti.

 

La gelatina in polvere Fabbri di Bologna e la rinascita della pasticceria (a casa mia)

Saranno stati anni che non preparavo dolci, soprattutto a questo ritmo!

Essere siciliana dona agio con la pasticceria, non c’è nessuna necessità di farla in casa. Si trova davvero ad ogni angolo di strada. Perchè sbattersi così tanto se poi basta allungare il passo e qualche euro?

Salvo che i miei nipoti hanno improvvisamente scoperto di essere intolleranti al glutine e, per evitare complicate ricerche zuccherate per negozi nei giorni natalizi, ho deciso di cimentarmi di nuovo, con un investimento di energie importante sull’argomento.

Non ricordavo quasi più nulla. Dovevo studiare! Ho dunque iniziato con qualche ricerca su internet.

Ho trovato tante informazioni, molto dispersive e per questo complicate e stavo per mandare tutto in malora, finché mi sono ritrovata tra le mani, un po’ per caso, la gelatina in polvere della Fabbri.

L’ho guardata da subito e a maggior ragione con grande sospetto.
Per me il processo chimico che trasforma un liquido in un dolce al cucchiaio è sempre stato un po’ ammantato di mistero, conseguentemente costellato di insicurezze nell’approccio e caratterizzato dalla rinuncia alla lunga.

Salvo che, unico caso mai visto, dentro la scatola era segnalata la presenza di un piccolo ricettario.
Mi sono fatta coraggio: ho comprato il prodotto e l’ho portato a casa.

Miracolo! Il piccolo vademecum ha fatto più del suo dovere ed affinato con immediatezza le mie antiche attitudini.


In breve sono stata capace di realizzare una panna cotta, mai tentata in vita mia, elaborare una variante alla fragola del classico tiramisù, servire una mousse di frutta, con una colata di sciroppo di arancia e ganache al cioccolato.

Tutto spiegato là, in modo estremamente chiaro.
La gelatina si è rivelata molto semplice da usare e mi ha assicurato dei risultati certi. Si incorpora immediatamente ed a secco in tutte le preparazioni. Niente impiastri, nessun pasticcio. L’uso è lineare e comprensibile.

Mi si è riaperto un mondo. Da grande farò la pasticcera!

Qualche voto (considerate che la gelatina deve essere insapore, la buona valutazione nasce da questo!)

Aspetto 7/10
Profumo 7/10
Consistenza 8/10
Gusto 8/10
Prezzo 6/10

Totale 36/50

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