Scontrino is the new memory

“Ma tu sei una di quelle che si conservano i biglietti dei musei, degli aerei o dei treni, per questioni di affetto?”
“No, lo trovo inutile. Quello che serbiamo nel cuore non può essere cancellato o rinforzato da un pezzetto di carta”
“Ah quindi non sei una sentimentale di questo genere…”

Mentivo inconsapevolmente. Oggi me ne sono resa conto.
E faccio ammenda per questo oppure accetto allegramente un nuovo dato sulla mia personalità: fate voi perchè comunque la sostanza non cambia.
Sono una specie di accumulatrice seriale di ricordi sotto mentite spoglie.

Se mi aprite le borse, i cassetti, le cartelline per archivio, troverete una infinita quantità di documenti di natura amministrativa, completamente inutili al raggiungimento di un ordine delle mie finanze.
Oggi me ne sono trovata tra le mani tantissimi: scontrini, ricevute, fatture.
Cose che risalgono anche ad anni e anni fa.

E per ciascuno ho ricordato perfettamente quello che ho fatto, le persone con cui sono stata, le loro storie, le emozioni e i sentimenti provati e se mi ero trovata a mio agio o meno.
In certi casi a vedere i numeri, mi è venuta voglia di tornare in alcuni luoghi o rifare alcune esperienze.
Come per esempio quella di un pomeriggio di Febbraio del 2015, rammentata grazie ad uno scontrino fiscale di un salumiere, vicino casa mia, dove ho comprato del formaggio. Ma solo io so perchè e soprattutto per chi.
E mi è salita la nostalgia.

In pratica ho scoperto il mio oggetto della memoria.
Lo scontrino fiscale è il mio nuovo album dei ricordi.
Fotografie, biglietti d’auguri, ingressi ad eventi, no.
Quello per me sarebbe troppo ordinario e del resto si sa quello di normalità è solo un cliché a cui sfuggire.

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