Il Ditirammu chiude

Il Ditirammu chiude. E se chiude noi moriamo un po’ con lui.
Perchè il teatro è una promessa di vita. Anche di un’altra se vogliamo.
E’ il luogo dove ognuno può essere un po’ o tanto  diverso da sè in una dimensione di vicinanza emotiva che niente di simile può assicurare. Non il cinema, nè la tv e nemmeno la musica.

Basterebbe l’esempio dei passi degli attori che si sentono chiari e nitidi sulle assi di legno a comprendere cosa questo significhi.

Uno scalpiccio tra i più veri lo abbiamo ascoltato fino a ieri proprio lì.  Abbiamo goduto di un patrimonio per la città di Palermo che verrà a mancare, a meno di un intervento dell’amministrazione pubblica da effettuarsi con estrema urgenza.

Sarebbe una perdita immensa.
Sarebbe come smarrire uno dei gioielli più belli conservati in uno scrigno messo lì, a portata di mano, ma poco curato.

Si può solo sperare che la situazione si risolva e assicurare un po’ di sostegno emotivo.
A meno che non se ne richieda in qualche maniera uno pratico, ed allora, io ci sarei.
Intanto provate ad esserci anche voi. Condividete la notizia e chiedete che il Ditirammu venga aiutato a non sbarrare per sempre il suo ingresso.

Grazie.

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