L’amore sta nei dettagli

“L’amore sta nei dettagli”, e mamma ha sempre avuto ragione nel recitarmi questo mantra fino all’esasperazione.
Sarà vero che l’amore puro sta nel notare qualcosa che ad occhi estranei sfugge? Sarà pur vero che gli occhi dell’amore, quasi come un filtro di Instagram, ci permettono di accentuare o sminuire una caratteristica a discapito di un piccolissimo e sottile dettaglio, quasi insignificante, ma che ci fa sorridere e amare ancora di più?
Potrebbe essere vero, in effetti, perché del mio Lui io ricorderò sempre tutto.
dettagli
Le labbra strette in una smorfia, quando per due secondi tornava bambino per farmi i dispetti. Si assottigliavano in una linea così fine e piccola, tutta concentrata sul centro, che mi faceva sorridere e mi annodava lo stomaco dalla gioia.
Le due rughe impercettibili che gli si formavano sulla parte alta delle palpebre? Oh, quelle le ricordo pure, quando le strizzava se gli passavo una mano sul volto per farlo confondere o distogliere lo sguardo da qualcosa.
Il modo in cui il suo respiro cambiava mentre, nella confusione, cercava di scacciarmi via le mani facendomi divertire come un matto.
La forma dura e definita della sua mano, con quelle nocche forti e possenti, quando stringeva la sigaretta elettronica mentre agitava l’altra mano dialogando. Riesco ancora a vedere i suoi respiri e le sue parole oscillare nel vento, senza mai distrarmi dall’amare anche quel piccolo dettaglio insignificante.
L’attaccatura della barba sul collo, e il modo pazzerello in cui si arricciava quando diventava troppo lunga ed ingestibile. Ricordo ancora quanto a lungo la grattasse, alzando leggermente il collo e sporgendo il mento, con le labbra strette in una smorfia del tutto particolare.
Il modo in cui camminava o come gli cadevano i pantaloni sui fianchi;
Ogni singolo movimento della sua testa ed ogni piega del collo, quando si voltata;
Tutte le piccole rughe della sua fronte, quando la corrugava o sollevava un sopracciglio;
Le sue dita attorno al volante e il loro tocco, così ruvido e leggero;
Le sue occhiate mentre cucinavo e la sua voglia di aiutarmi, di imparare e di crescere accanto a me con una padella tra le mani; il modo in cui l’anello d’argento sul suo anulare veniva messo in risalto da un lieve rumore metallico sul manico.
Il modo in cui la sua pelle si accapponava, coperta da uno strato di brividi impercettibili, quando le mie labbra sfioravano la sua schiena e ne percorrevano la spina dorsale per intero.
Le sue parole d’amore, sussurrate lievemente contro il cuscino.
L’amore mio stava in questi dettagli, che nessun altro avrebbe mai visto e che nessuno noterà mai, perché il mio amore adesso si è elevato fino a diventare qualcosa di più. Assieme ad esso, anch’io sono diventato qualcosa di più.
 Ho amato come solo gli esseri umani sono capaci di amare, di quel tipo di sentimento che ci rende perfettamente vivi e vulnerabili, perfettamente empatici e stupidi per pochi istanti, ma comunque umani.
Ma alla fine lui, di me, cos’avrà mai visto? Cosa avrà mai amato? Quali dettagli insignificanti della mia persona, altrettanto insignificante, avranno catturato il suo cuore? Sarà stato umano anche lui per una volta?
Allontano queste domande dal petto, mentre mi siedo in pizzo e guardo una sua foto in cui si diverte spensierato e va avanti nella sua vita. Mi do una risposta da solo, perché in fondo la merito.
“Caro Paolo, il tuo Lui ti avrà amato forse, ma adesso ha scelto la via dell’animale. Ha scelto l’egoismo, sé stesso e i suoi bisogni primitivi, prima di chiunque altro.”
Annuisco e alzo le spalle con pazienza, consapevole del fatto che anche questa volta ha vinto il mio amore.
Ha vinto il mio Essere Umano.

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