Lei è una camminatrice

Esce dal centro di un fascio di luce quasi a sottolineare con il suo movimento elastico la discesa da Radicofani lungo la vecchia Cassia.
Nelle guide si scrive che sia il tratto più bello della Francigena, con colline fin dove arriva lo sguardo, la Rocca e lì, il Monte Amiata, immutabile.

E’ energica, dinamica, un mostro di simpatia.

Io mi seggo per terra, non sostengo tutta questa luminosità e già non sopporto lei e la sua evidente e stupida ingenuità. Poi sono stanca e sudata.

camminare

E’ bassa, con le gambe asciutte e i piedi piccoli. E’ una camminatrice.
Bionda, come solo certe bionde sono, quasi lavate in candeggina.
Non ha ombra di trucco sul viso e i capelli, più che acconciati, sono coltivati a partire dalla testa.
Rugosa, tutta, nonostante non sia vecchia. Anche le labbra sono tracciate dal sole e dal vento e sono bilanciate da un naso a proboscide.

Ma del naso non le tange. Sì perchè lei è una camminatrice.
E che fa? Cammina.

Farebbe tutto camminando. Se avesse potuto, sulla Francigena avrebbe partorito pure i suoi due figli, come le vacche che di tanto in tanto incrocia sulla via o presso uno stagno.

E’ tutta natura!

Da qualche settimana lui cammina con lei. O lei con lui. Che importa?
Il sorriso sottile si è fatto più ebete e solo all’apparenza più disteso.

Quel vago segno di contentezza sparirà quando lui andrà via perchè ha cambiato hobby.
Ridi, ridi pure cretinetti. Che per farti tornare in te ci vorrà un litro di Amaretto di Saronno o di qualche altro liquore del Varesotto.

Beffarda e assittata sul pizzo della strada mi giro per un rumore improvviso: il Monte Amiata è franato.

 

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