Io, lui e le batterie

“Buongiorno, mi occorrono una confezione di batterie stilo, una di mini stilo e una piatta da 3 volt”
“Stilo o mini stilo?” Il tabaccaio scandisce la “O” e mi guarda sospettoso, dall’alto verso il basso, dove evidentemente mi colloca.
“Stilo e mini stilo” rimarco la “E”
“No perché tante volte si confondono”

38;39;250;250

“Io non le confondo” specifico “E la piatta da 3 volt, per favore”. Mi faccio seria, mi atteggio con l’espressione della persona che sa quello che dice.
“Per quella mi fai visionare quella vecchia, che non ti serve più, oppure mi porti l’elettrodomestico”
“E perché?”
“Perché ce ne sono di tre spessori e ti puoi confondere”
“Scusa me le fai vedere?” Insisto.
Le prende e me ne mette tre davanti: “Allora questa è la più spessa, poi c’è questa sottile e quella ultra sottile”
Prendo tra le mani la più consistente: “E’ questa, la compro”
“Sei certa?” di nuovo mi relega con gli occhi da Suor Gray che rimprovera Candy Candy “Attenta che una volta aperta la confezione non si può restituire”
“Grazie al cazzo” mi limito a pensare e gli porgo i danari per pagare.
Il reggiseno non mi impedisce di scegliere le batterie. Cretino.

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