È difficile abituarsi a qualcosa che manca

È inutile fare tragedie, tanto, prima o poi, ci si abitua a tutto.
Ho 29 anni e prendo il caffè dolce da più di 28 (sì, ho iniziato ad assaggiarlo che mi bagnavano il ciuccio!).
Un bel giorno -l’altro giorno a dire il vero-, un tale mi dice che da quel momento in poi avrei dovuto prenderlo amaro, sempre.

 

barbara

La mattina successiva provo la solita routine: accendo macchinetta, rimuovo bracciolo, apro il barattolo del caffè e ne metto un po’ nell’apposito scomparto. Incastro nuovamente il bracciolo nella macchinetta, la aziono. Schiuma e caffè, pian piano, scivolano sulla mia tazzina. Ne sento il rumore e l’odore propagarsi nell’aria, assaporo con gli occhi quella consistenza schiumosa, apro il cassetto, prendo il cucchiaino e, in men che me ne renda conto, ho già tra le mani il barattolo dello zucchero.

Mi fermo un secondo esitante: ma quel barattolo, quando l’ho preso? L’ho fatto d’istinto e meccanicamente, ma da oggi non mi serve. Non lo userò più.
Avvicino le labbra alla tazzina e bevo. Il sapore deciso e molto più amaro del solito mi entra dentro, sollecitando in primis il gusto delle mie papille gustative.
«Pensavo peggio infondo», anche se al termine del mio solito rito quotidiano, mi viene molta sete e finisco per bere due bei bicchieri d’acqua.

Ora, questa storia dura già da qualche mese ed io, seppure ormai molto più abituata, tentenno ancora qualche frangente di secondo ogni mattina davanti quella tazzina.
Apparentemente non mostro nessuna riserva o esitazione, ma nella realtà, vengo tradita da gesti e pensieri involontari che rimarcano quell’assenza.
È difficile abituarsi a qualcosa che manca. Lo fai, devi farlo per forza, ma ciò non significa che tu non la percepisca dentro.

A volte capita lo stesso con le persone: un bel giorno, senza preavviso, vanno via. E tu che fai? Impari di nuovo ad assaporare in modo diverso ogni risveglio, un po’ forzata e un po’ determinata, nella speranza di non farti tradire da quel barattolo che ti ritrovi d’aver preso, senza essertene praticamente resa conto.
Ma è così che va. Devi fare di necessità virtù. E così, ogni mattina, prendo il cucchiaino e gioco un po’ con la schiuma di quel caffè perfetto, la assaporo per bene.

Bevo tutto e riparto.

Di Barbara Cangialosi

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