Elettronic is my music

Immagino che, esattamente come accade per il cibo, tutti i gusti, anche quelli estetici e artistici, siano in qualche maniera condizionati dalle prime esperienze vissute.
Per farvi un esempio io non amo particolarmente la musica italiana, né melodica.
Mi piacciono produzioni marcatamente strutturate, rock o anche meglio con forti accenti elettronici.
Penso che effettivamente ci sia un filo che unisce le mie attuali preferenze ai primi ascolti da bambina.
A quattro o cinque anni, infatti, avevo dei vicini di casa universitari.

Correva il 1979 e imperversava il doppio LP di “The wall” dei Pink Floyd.
In pratica un pomeriggio sì ed uno no mi ritrovavo attaccata alle cuffie del Technics che sparava a palla “We don’t need no education…” dentro le mie piccolissime orecchie, che venivano così plasmate, direttamente dal piatto dove roteava il vinile.
L’imprinting è stato così significativo da farmi preferire con il tempo anche versioni più strutturate di pezzi già di per sé non certo morbidi, penso ad Enjoy the Silence dei Depeche Mode, uno dei miei gruppi preferiti, nella versione riarrangiata in chiave ancora più energica dai Lacuna Coil o una interpretazione di “Lost on you” e trovata per caso su Youtube.

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