E’ che non mi sono fidata di Renzi

Ho votato no.
Non ho mai concepito l’espressione della mia preferenza come un segnale politico all’attuale governo.
Non penso che un referendum abbia valenza elettorale, quindi trovo illogica l’interpretazione dei risultati come letti dal premier.
Altrettanto lungi da me l’intenzione di manifestare l’appartenenza ad un partito o ad un movimento del fronte che si opponeva alla proposta.

L'amaro volto della sconfitta

L’amaro volto della sconfitta

Ero consapevole che, una volta emerso un risultato negativo, se Renzi avesse deciso per le dimissioni, questo non avrebbe cambiato una realtà, e cioè che il Partito Democratico, in quanto forza di maggioranza, sarebbe stato incaricato di formare un nuovo governo, seppur di scopo.
Ero consapevole quindi, che le elezioni anticipate non sarebbero state prese in considerazione. Non in prima battuta e non come soluzione immediata.

Una cosa è certa però. E’ stato un voto che ha palesato la mia mancanza di fiducia per un quesito referendario contenitore, dove si trovava di tutto e di più, messo lì, appiccicato insieme, ed appellato come “cambiamento” senza distinguo, senza priorità, senza chiarezza.
Quello sì che era un’accozzaglia.
E di fronte al caos, si può reagire solo con uno stop.

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