La mia nascita raccontata da mia sorella

Avevo sette anni, una sorella e volevo ardentemente un fratellino.
Quando papà quella mattina chiamò prestissimo a casa, forse non erano ancora le sei, mi disse che ne era nata un’altra. Femmina.

first

Il mio entusiasmo scemò immediatamente e non mostrai alcuna volontà di precipitarmi in clinica a conoscere la nuova arrivata. Gli farfugliai che sarei andata più tardi. Non avevo certo fretta di constatare che le mie speranze non si erano avverate.

La famiglia invece mi portò quasi subito al quarto piano della “Noto Pasqualino” di Via Dante.
Che volessi o no dovevo andare a trovare la mamma.

Seduta sul letto manifestavo tutto il mio disinteresse quando entrò una infermiera.
Una donna molto robusta e sorridente che apostrofava mio padre “nonno” per sottolinearne l’età avanzata: nel 1974 a quarantasei anni si era considerati troppo vecchi per allargare ancora la famiglia.

Chiese: “Chi è la più piccola qui?”
Io, timidissima, la guardavo da sotto in sù.
“Sei tu?” domandò ancora rivolgendosi a me.
“Sì”
“Ecco tua sorella”
Mi mise in braccio la bambina.
E fu il giorno più bello della mia vita.

Da quel momento in poi si volatilizzarono tutte le paturnie dell’infanzia e mi sentii investita della responsabilità di soddisfare i suoi bisogni.

[Nota  successiva della narratrice: “Per fortuna, mi passò dopo un anno.E tornai una bambina normale.”]

 

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