Monthly Archives: dicembre, 2016

Elettronic is my music

Immagino che, esattamente come accade per il cibo, tutti i gusti, anche quelli estetici e artistici, siano in qualche maniera condizionati dalle prime esperienze vissute.
Per farvi un esempio io non amo particolarmente la musica italiana, né melodica.
Mi piacciono produzioni marcatamente strutturate, rock o anche meglio con forti accenti elettronici.
Penso che effettivamente ci sia un filo che unisce le mie attuali preferenze ai primi ascolti da bambina.
A quattro o cinque anni, infatti, avevo dei vicini di casa universitari.

Correva il 1979 e imperversava il doppio LP di “The wall” dei Pink Floyd.
In pratica un pomeriggio sì ed uno no mi ritrovavo attaccata alle cuffie del Technics che sparava a palla “We don’t need no education…” dentro le mie piccolissime orecchie, che venivano così plasmate, direttamente dal piatto dove roteava il vinile.
L’imprinting è stato così significativo da farmi preferire con il tempo anche versioni più strutturate di pezzi già di per sé non certo morbidi, penso ad Enjoy the Silence dei Depeche Mode, uno dei miei gruppi preferiti, nella versione riarrangiata in chiave ancora più energica dai Lacuna Coil o una interpretazione di “Lost on you” e trovata per caso su Youtube.

Il nuovo Governo sarà avatar ma è legittimo

Un Governo in Italia si dimette quando viene meno il rapporto fiduciario con il Parlamento.
Nel “caso Renzi” quindi non sussistevano nemmeno le condizioni perchè accadesse.
Un responso non gradito da parte del Referendum non costituiva motivazione per aprire la crisi.
Il Premier uscente lo ha fatto, onore al merito e rispetto per la coerenza mostrata.
Il Presidente della Repubblica, una volta preso atto e ascoltati leader di partito, capigruppo e presidenti delle Camere, in genere può agire scegliendo di precorrere una tra diverse strade:
il rinvio alle camere per la verifica della sussistenza del rapporto fiduciario in entrambi i rami del parlamento (ma non era questa l’evenienza); il Governo-bis: con nomina di un nuovo governo, presieduto dallo stesso Premier,  con eventuali modifiche della compagine ministeriale; l’individuazione di un nuovo leader all’interno della stessa maggioranza; il Governo del presidente con una personalità di forte caratura istituzionale che viene designato; il Governo Tecnico, costituito da esperti in materia politica, ma estranei alla vita politica in quanto tale; le elezioni anticipate con lo scioglimento delle camere.

Sergio Mattarella ha pertanto agito in piena legittimità, dopo avere accertato l’indisponibilità di Matteo Renzi a dare vita ad un Governo bis.

Non andiamo dicendo in giro che questo Governo è illegittimo perchè non eletto dal popolo. Sarebbe un artificio retorico volto alla più pura delle demagogie qualunquiste.

Il Premier incaricato Paolo Gentiloni

Il Premier incaricato Paolo Gentiloni

Quello nominato oggi è la perfetta risultanza di tutto quello che è accaduto negli ultimi anni a partire da un Parlamento la cui elezione è sancita come regolare anche dalla Corte Costituzionale.

Non facciamo che qualcuno ha pensato che votare “No” al referendum portasse in automatico allo scioglimento delle Camere?
Sia perchè la crisi è stata aperta da Renzi solo per una ragione di personalizzazione del risultato referendario, sia perchè si tratta solo di una delle possibilità che ha davanti un Presidente della Repubblica per risolverla.

Prima di parlare informiamoci.
Basta leggere Wikipedia per comprendere che alcune aspettative sono del tutto irrealistiche e ingenue.

Smokey eyes e il gioco è fatto

Arriva il tempo delle festività e, anche quelle che non ci sono abituate, si truccheranno.

Io stessa fino a tre o quattro anni fa usavo pochissimi cosmetici, una base per uniformare la texture del viso, l’eyeliner e un po’ di mascara.

Un piovoso pomeriggio di Febbraio, invece, ho avuto la fortunata idea di entrare in una profumeria “La gardenia”.
La commessa, che si stava annoiando da ore perchè nessuno entrava per il cattivo tempo, fu inspiegabilmente attratta dall’ovale del mio viso e iniziò a giocarci provando dei trucchi.

Smokey eyes

Smokey eyes

Ho imparato così a fare lo smokey eyes, la stesura del colore sfumato sulla palpebra mobile, e certe volte anche un po’ più in là, che può essere fatto con qualsiasi tonalità, a patto che si intoni con quella degli occhi, la carnagione e i capelli.

Sbirciando qua e là su internet ho visto che la fanno complicatissima, con titoli del tipo “Smookey eyes in diciotto passaggi”.
Invece è una cosa da due minuti contati.
Dopo avere steso un po’ di fondotinta e cipria, basta prendere una matita a pasta morbida della nuance preferita., tracciare il contorno degli occhi – sia sopra che sotto – e poi ripassare per bene sempre la matita solo sulla parte superiore, inspessendo considerevolmente il tratto e caricando il colore.
Poi è sufficiente prendere un pennello da ombretto, sfumare il contorno inferiore leggermente, con un lievissimo movimento verso l’esterno, giocare con quello superiore, espandendo la copertura per tutta la palpebra mobile dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno.

Effetto assicurato e facile da ottenere.

Zucchero di canna. Ma perchè?

Lo avete anche voi l’amico fricchettone che, gomito rigorosamente appoggiato sul bancone del bar, sceglie lo zucchero di canna per dolcificare il caffè?
Vi prego, ditemi di sì, perchè ho sinceramente bisogno di comprensione per questa disgrazia: mal comune mezzo gaudio.

Ed oggi mi è toccato pure a casa di mia sorella.

Vorrei fare notare a tutti i sedicenti salutisti che, esattamente come quello di barbabietola, lo zucchero di canna è chimicamente costituito da una molecola di glucosio ed una di fruttosio.

E’ saccarosio in entrambi i casi.

Un cucchiaio di legno di zucchero di canna. Tutto molto rustico.

Un cucchiaio di legno di zucchero di canna. Tutto molto rustico e soprattutto integrale e naturale.

Le varietà in commercio sono altrettanto raffinate, anzi spesso hanno una piccola aggiunta di colorante, per farlo sembrare più ambrato e quindi più grezzo e meno trattato.

Vero è che contiene alcune vitamine ed alcuni sali minerali interessanti, ma per assumerne una quantità ragionevole, bisognerebbe ingerirne chili, il che renderebbe un po’ problematico mantenere ad un livello accettabile la glicemia.

E poi altera stranamente il sapore del caffè.
Non assume anche al vostro palato uno strano retrogusto di caramello?
Ammettetelo! Anche voi adorate lo zucchero di barbabietola dolce e candido.

 

Un plauso a lei. Santa donna.

E comunque un plauso a lei, lì, sfuocata sullo sfondo e con lo sguardo preoccupato.

Perchè ha dovuto sostenere le ambizioni di lui.
Ha dovuto sopportare gli occhioni e le ciance intorno a Maria Elena Boschi, campionessa di emendamenti costituzionali e mossettine televisive.
Ha dovuto subire gli attacchi perchè, da first lady, si è assentata dal lavoro per doveri di Stato.
Perchè è stata criticata solo per il fatto di averlo un lavoro.

Santa donna!

Santa donna!

Un plauso a lei che adesso lo raccoglie pure con il cucchiaino.
Santa donna, che pazienza che ci vuole.

 

 

E’ che non mi sono fidata di Renzi

Ho votato no.
Non ho mai concepito l’espressione della mia preferenza come un segnale politico all’attuale governo.
Non penso che un referendum abbia valenza elettorale, quindi trovo illogica l’interpretazione dei risultati come letti dal premier.
Altrettanto lungi da me l’intenzione di manifestare l’appartenenza ad un partito o ad un movimento del fronte che si opponeva alla proposta.

L'amaro volto della sconfitta

L’amaro volto della sconfitta

Ero consapevole che, una volta emerso un risultato negativo, se Renzi avesse deciso per le dimissioni, questo non avrebbe cambiato una realtà, e cioè che il Partito Democratico, in quanto forza di maggioranza, sarebbe stato incaricato di formare un nuovo governo, seppur di scopo.
Ero consapevole quindi, che le elezioni anticipate non sarebbero state prese in considerazione. Non in prima battuta e non come soluzione immediata.

Una cosa è certa però. E’ stato un voto che ha palesato la mia mancanza di fiducia per un quesito referendario contenitore, dove si trovava di tutto e di più, messo lì, appiccicato insieme, ed appellato come “cambiamento” senza distinguo, senza priorità, senza chiarezza.
Quello sì che era un’accozzaglia.
E di fronte al caos, si può reagire solo con uno stop.

La mia nascita raccontata da mia sorella

Avevo sette anni, una sorella e volevo ardentemente un fratellino.
Quando papà quella mattina chiamò prestissimo a casa, forse non erano ancora le sei, mi disse che ne era nata un’altra. Femmina.

first

Il mio entusiasmo scemò immediatamente e non mostrai alcuna volontà di precipitarmi in clinica a conoscere la nuova arrivata. Gli farfugliai che sarei andata più tardi. Non avevo certo fretta di constatare che le mie speranze non si erano avverate.

La famiglia invece mi portò quasi subito al quarto piano della “Noto Pasqualino” di Via Dante.
Che volessi o no dovevo andare a trovare la mamma.

Seduta sul letto manifestavo tutto il mio disinteresse quando entrò una infermiera.
Una donna molto robusta e sorridente che apostrofava mio padre “nonno” per sottolinearne l’età avanzata: nel 1974 a quarantasei anni si era considerati troppo vecchi per allargare ancora la famiglia.

Chiese: “Chi è la più piccola qui?”
Io, timidissima, la guardavo da sotto in sù.
“Sei tu?” domandò ancora rivolgendosi a me.
“Sì”
“Ecco tua sorella”
Mi mise in braccio la bambina.
E fu il giorno più bello della mia vita.

Da quel momento in poi si volatilizzarono tutte le paturnie dell’infanzia e mi sentii investita della responsabilità di soddisfare i suoi bisogni.

[Nota  successiva della narratrice: “Per fortuna, mi passò dopo un anno.E tornai una bambina normale.”]

 

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