Ho perso la magia del caffè … ma la recupero.

Stamattina mi sono alzata molto contenta.
E’ uno dei pochi fine settimana che posso dedicare, almeno in parte, al riposo.

Sono uscita fuori dalle lenzuola e dritta dritta sono volata in cucina a preparare il caffè, usando la macchinetta automatica ancora nuova. L’ho comprata orgogliosamente ad Agosto, verde scuro, per intonarsi alle foglie dei fiorellini delle piastrelle.

Sono sempre stata una grande appassionata dell’elisir, quasi fino alla mania, per forma mentis familiare.
Me lo hanno fatto gustare sin da piccola, e nella stessa maniera abbiamo iniziato i bambini delle successive generazioni.
Una volta addirittura mia sorella, trovandosi a secco con la bombola del gas, ha piazzato la fiamma di cinque candele accese sotto la moka pur di averne una tazzina dopo pranzo.

Cosa di meglio di un caffè? Un caffè con due biscottini!

Cosa di meglio di un caffè? Un caffè con due biscottini!

Mentre pensavo tutto questo mi sono accorta che l’erogazione, veloce e asettica, mi stava completamente privando di quello che mi ammalia del caffè: il rito della preparazione, i profumi, l’emozione dell’attesa, la gioia del palato che giunge solo alla fine di questa sequela di atti rilassati e un po’ sognanti.

Ho deciso: dal lunedi al sabato macchinetta automatica.
La domenica sarà tutta per la moka.

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyright © 2018 "Assittata in pizzo", all rights reserved. Powered by Morici basing on Romangie Theme.