Non è tutto oro quel che luccica nè cacca ciò che puzza

La bufala dei Simson

La bufala dei Simpson

Secondo una breve e convincente analisi di bufale.net  queste immagini non furono mai realizzate nel 2000, ma dopo che si è saputo che Trump sarebbe stato candidato alla Casa Bianca.
E’ tuttavia innegabile una certa capacità precognitiva da parte della satira e di Groenig & Co. se pensiamo alla puntata sul futuro di Bart dove il bambino oramai cresciuto vede la sorella diventata il primo Presidente degli Stati Uniti donna – e quindi non Hillary – alla prese, in una riunione, con il default lasciato dal predecessore, proprio lui, Trump.

Dalla sua elezione è stato un susseguirsi di deliri collettivi, molti dei quali a sfondo comico, sempre come se nessuno se lo aspettasse davvero.

E ora? Ci si chiede.

Ora si va avanti accettando il risultato dell’investitura democratica di un Presidente scelto mediante elezioni e individuato con primarie anche come candidato.
Non è che la democrazia deve piacere solo se ritorna il risultato gradito.
Bisognerà farlo ridimensionando anche le proprie aspettative negative – gonfiate da una campagna lunga e difficile – e rimettendo i piedi un po’ per terra, senza farsi trascinare dalla psicosi mondiale in corso.

Il Presidente degli Stati Uniti, per quanto sia potente, non può fare esattamente tutto quello che vuole, nè in ogni caso mantiene tutto quello che promette.
E’ sufficiente pensare alla mai avvenuta chiusura della prigione di Guantanamo, assicurata illo tempore dal Premio Nobel per la Pace Barack Obama.

Non siamo di fronte ad una replica di Ronald Reagan che, sì, venne eletto da repubblicano in una fase di profondo malessere degli USA, ma militava in quel partito da quaranta anni ed era stato già governatore della California.
Siamo certamente di fronte ad un conservatore anni Venti, che ripiegherà fortemente sulle politiche interne, nel male, per esempio rendendo difficilissime le condizioni di vita e di ingresso dei migranti, ma forse anche nel bene, fermando la delocalizzazione delle imprese che ha già provocato la perdita di lavoro per tanti Americani.

Insomma, questo è il risultato.
Poco si può fare se non stare a guardare cosa succederà, rammentando che però il grande entusiasmo per chi finisce a Dicembre il proprio mandato non ha prodotto i risultati sperati e quindi non è detto che il mondo sia di fronte alla tragedia che teme.

Serbiamo un attimo di realismo.

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