Ieri è stato il mio compleanno

Ieri è stato il mio compleanno.
Fin da bambina, tutte le volte che pensavo al trascorrere del tempo avevo una fissa per quello del duemila.
I miei ventisei anni furono ruggenti, non come i ventinove, ma me li ricordo eccome ed un motivo ci sarà.

Arrivato il millennio ho incominciato a focalizzare le mie fantasie sul quarantesimo.
Due anni fa non fu grandioso. Scioccamente ho rinunciato a dare un festone quadrupede strapieno di amici per un weekend romantico.
Mi chiedo ancora cosa mi sia saltato in testa in quell’occasione. Ma ormai non c’è più nulla da fare.

La condizione fondante del quarantaduesimo secondo me è stata la febbre che mi ha colpita. Una vera benedizione del cielo, perchè mi ha obbligata a stare a letto e a riposarmi come raramente accade. In tanti lo hanno saputo ed hanno pensato che potessi dedicare loro più tempo e in qualche maniera si sono trovati nella posizione di potere richiedere le mie attenzioni una volta sollecitata, il che mi ha fatto immensamente piacere.

Ho così ricevuto una valanga di messaggi.
Direte voi, oggi con Facebook usa, ed è vero. Tanti, ma proprio tanti, si sono palesati invece tramite whatsapp e sono stati molto originali a partire da quelli più ironici.

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Ho scoperto  per esempio di avere almeno cinque nipoti in più di quello che credevo: diversi ragazzi mi hanno appellata “zia Liliana”. I miei di sangue non lo farebbero mai: rischierebbero di morire dalle mie mani e lo sanno.

In un’altra occasione è emerso nell’augurante il vivo sospetto che in realtà io sia Catwoman. Non sa quanto gli sono grata per questa affermazione ricca di affetto quanto povera di verità.

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Alcuni hanno auspicato per me 100 di questi giorni – con la febbre che ho avuto, ma scherzate, vero? – una collega 51.51.10 che tradotto in numeri romani sarebbe da leggere LILIX, che pronunciato in lingua italiana farebbe il mio nome da supereroina. Ovviamente è stata lei a battezzarmi così nelle prime fasi della nostra conoscenza. Credo immaginasse di essere Adamo – o Eva?- nel paradiso terrestre e che evidentemente io fossi l’asino cui imporre il nome.
Poi i rapporti si sono assestati verso la normalità. Cioè adeguati meglio al mio malo carattere.

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Un amico, come regalo, ha voluto inviarmi la foto di una mia e-mail non proprio pacifica spedita ad uno strano insieme di persone. Correva l’anno 2003 e tante cose sono cambiate: io e lui fantasticamente in meglio. Così lo abbiamo constatato e ci siamo presi la nostra soddisfazione da “maturazione”, come per le pere che diventano più dolci, succose e gradevoli al morso.

Un’altra amica ha mantenuto la promessa che mi aveva fatto la scorsa settimana di cambiare la manicure. Prima aveva delle orribili unghie rosa scintillante in stile Disney. Le portava con l’improbabile scusa di abbinarle ad un vestito indossato per un matrimonio. Ieri mi ha mandato la foto che prova il cambiamento verso un invernale e sciccosissimo rosso bordeaux. Pollice su!

In tanti, proprio in tanti, mi hanno inviato le dolcissime immagini dei loro bimbi. Uno però mi ha linkato – grandiosamente – questa canzone davanti alla quale non ho potuto non esclamare “Chapeau!” se non altro perchè, insieme a me Chuck Berry ieri ha compiuto 90 anni.

 

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