Sono una fan della fogna

Sono una fan della fogna.
La mia passione va al di là del fatto che lavoro in un acquedotto, dove si tratta il servizio idrico integrato comprensivo di quello di scarico e depurazione.
Penso semplicemente che l’opera relativa alle reti di deflusso delle nostre cacche sia degna di tutto rispetto e, a ben pensarci, è lo specchio del livello di civiltà raggiunto dalle genti nella storia.

Più un popolo è evoluto, maggiori sono o sono state la precisione, l’efficacia e la complessità dei suoi sistemi di drenaggio dei liquami.

I Romani sarebbero stati tanto potenti se non avessero avuto non solo i loro acquedotti, ma anche e soprattutto la Cloaca Maxima? Grazie a questa sono stati tutelati nei secoli da molte più malattie che non le altre popolazioni che hanno incontrato e con cui si sono scontrati, hanno goduto di maggiore salute e per questo si sono dimostrati molto più difficili da sconfiggere in battaglia.

cloaca

Lo sbocco della cloaca maxima a Roma

Tra internet, qualche giornale e un paio di saggi di ecologia di facile approccio, ho scoperto che l’invenzione del sistema di scarico, il primo dei quali risale a 30.000 anni fa – a Cnosso il prototipo di water con lo sciacquone –  ha fatto addirittura guadagnare cinque anni di vita a ciascuno di noi.

E chissà quanti ne potrà recuperare il nostro pianeta!

Separando infatti i tipi di reflui scaricati, tra urina, bucato e doccia e feci, sarà possibile evitare un forte inquinamento, bloccare la resistenza agli antibiotici – che rimangono in circolo finendo nel ciclo dell’acqua attraverso le fogne non separate ancora oggi – e ricavare diversi componenti di utilità industriale, come il fosforo sempre più necessario e sempre meno disponibile nelle miniere.
Potremo recuperare anche molto del petrolio rilasciato.

Se consideriamo che ogni essere umano dotato di tazza e scarico produce 200 litri di liquami al giorno, è facile comprendere come avere rispetto del sistema fognario sia inevitabile.

Non a caso i tuboni sotterranei sono teatro di storie noir, di grande fascino, e sono attraenti agli occhi di molti, tanto che alcuni musei nel mondo hanno organizzato dei giri turistici dedicati.

Se poi consideriamo che l’anno scorso Bill Gates ha bevuto tutto soddisfatto un bicchiere di acqua potabile estratto dalla depurazione, avvenuta in cinque minuti, di un mucchietto di feci grazie al trattamento avvenuto dentro “Omniprocessor”, una macchina realizzata a Seattle che ha ricavato da questa operazione anche dell’energia elettrica, non si può non dire che il nostro futuro è nella melma.

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