Sono una bambina sopravvissuta e per questo irrecuperabile.

Sono una bambina sopravvissuta e per questo irrecuperabile.
La morte dei genitori è un evento devastante e distruttivo per la psiche e per il cuore.
Immagino si rischi di diventare pazzi o anaffettivi, forse drogati o anche ninfomani.
A me non è successo, credo grazie al fatto che il mio sistema familiare e la rete di relazioni ad esso connessa hanno in qualche modo trovato un equilibrio squilibrato e mi hanno sostenuta.

Tuttavia sono diventata, con gli anni, una donna resiliente ed emotivamente autonoma, forse anche troppo.

Chi vuole esserci, nella mia vita, c’è. L’assenza dei miei mi ha corroborata e mi ha insegnato a vivere e ad andare avanti senza nessuno. Anche senza coloro che amo.
Non inseguo chi non vuole esserci, men che meno chi non sa quello che vuole.
Se il tempo passa, nel mantenimento di questo principio di libertà, mi allontano e, distante, lascio fare con sempre minor coinvolgimento, un po’ come se percorressi una via a passo di gambero.

io bambina con il nero futuro che mi aspettava

io bambina con il nero futuro che mi aspettava

L’amicizia o l’amore che, facendo liberamente vai e vieni, pensa che io eviti di confliggere perchè non posso farne a meno nella vita, sbaglia.
E’ il primo tradimento che ferisce davvero, la prima delusione che distrugge la fiducia, la prima omissione che genera il sospetto. Tutto il resto è solo ripetizione e stratificazione.
E così mano a mano che i vai e vieni si sommano l’uno all’altro, pur in questo regime di libertà, si sovrappongono, uno dopo l’altro, veli di distanza.

Tornare e dichiarare, dichiarare ancora non ha senso. Non ha più senso. Con serena lontananza.

 

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