L’ attenzione è selettiva specie nel traffico

Tornando a casa, come mi accade praticamente ogni giorno, sono rimasta imbottigliata nel traffico.
Uno dei restringimenti classici si verifica proprio all’altezza del retro del Teatro Politeama, quando Via Roma si trasforma in quella che i Palermitani storici chiamano Via Roma nuova.

Gli ingorghi sono occasioni di incontro con la più svariata umanità.
Talvolta può capitare che la cosa mi faccia sorridere, certe volte no.

In particolare oggi c’era un’automobile scura che, anticipando di una manciata di metri quella su cui viaggiavo io, andava un po’ a singhiozzo. Sembrava condotta da una persona ubriaca o distratta da qualcosa, tanto che la mia collega, che guidava accanto a me, si lamentava considerevolmente.
Come in tanti casi ho pensato si trattasse di qualcuno che avesse in mano un cellulare e fosse impegnato a mandare messaggi, pratica detestabile e perniciosa.

Invece no: la signora era molto affaccendata a mangiare una mela, mentre cercava di destreggiarsi tra un senso di marcia e l’altro e tra tante vetture che le sbucavano sia a destra che a sinistra oltre che la generale tenuta della strada.

Teneva il frutto come un trofeo, nemmeno mangiare lì, nel bel mezzo della bolgia, fosse una conquista, invece che una pura idiozia.

Ora che ne abbia parlato Broadbent o Treisman o qualsiasi altro psicologo della percezione, che si analizzi l’effetto “cocktail party” o lo “Stroop” una cosa è certa: l’attenzione, in una maniera o nell’altra è selettiva pertanto gli stimoli che partono dal contesto, non arrivano comunque al ricevente nella loro completezza nè nel loro insieme, sia che essi siano filtrati o scelti.

Fatto sta che semplicemente non si possono fare due cose in contemporanea al massimo della concentrazione e che guidare in queste condizioni è pericoloso. Che si tratti di un cellulare o una mela.

In buona sostanza mentre la guardavo gustare il pomo tutta felice e contenta a me sono solo venuti in mente gli spot della campagna del Ministero delle Infrastrutture, quelli sulla sicurezza stradale che fanno un po’ rabbrividire.
A ciascuno le sue sensazioni evidentemente.

 

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