In Italia il terremoto è come l’herpes

Ogni volta che la terra trema, con o senza danni, con o senza vittime, alla fine lo sgomento si rimuove e si dimentica completamente.
Oramai, per la quantità di volte in cui ho assistito a questa dinamica una verità alberga in me ineluttabile: in Italia il terremoto è come l’herpes, è parte integrante del nostro territorio, e per questo torna. Torna sempre.
Tutto sta nell’aspettare la prossima scossa.
Pur non volendo considerare le catastrofi che hanno funestato la penisola per esempio nel diciottesimo secolo, facendo una conta che parte dal ventesimo, già dalla tragedia di Messina nel 1908 fino ad oggi, 24 settembre 2016, noi Italiani abbiamo dimostrato sempre di non comprendere e di non sapere sviluppare la più banale capacità di apprendimento, quella connessa alla prevenzione di un pericolo grave, del più grave e del più ripetitivo e continuativo che ci riguarda, certo insieme al rischio alluvioni, altra catastrofe in relazione alla quale dimostriamo la nostra più profonda e sempiterna italianità.
la zona del sisma che ha colpito il centro italia il mese scorso

la zona del sisma che ha colpito il centro italia il mese scorso

A nulla è valsa l’Irpinia, come a niente quello che è accaduto all’Aquila.

Nel 2016, nell’evidenza dell’impossibilità di prevedere il fenomeno sismico, nella certezza di doverci mettere in sicurezza, continuiamo tutti a vivere come se nulla fosse, a lamentarci limitatamente al breve periodo successivo a quando succede e i vivi ancora a seppellire i morti.
Un mese fa lo abbiamo vissuto nuovamente e solo un’occasionale capacità di esprimere adeguatamente il senso di responsabilità ha impedito che oltre a tutta la zona di Amatrice, andasse giù anche Norcia.
Però una cosa è cambiata: la consapevolezza delle dinamiche cattive che investono i territori post sismici.
La burocratizzazione, gli sciacalli, la corruzione sono stati indicati pubblicamente come mali da evitare.
Speriamo che dichiararne apertamente l’esistenza possa portare ad un esorcismo che garantisca la vita almeno di chi è rimasto.

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