Povera Bea. Il fertilityday non è cosa tua

Ieri mi sono mossa a compassione per la povera Beatrice, colei che del fertilityday aveva fatto un obiettivo.

lorenzin e il suo epicfail

lorenzin e il suo epicfail

La cosa non è nata così, per un capriccio.
Origina invero dal piano nazionale della fertilità, un documento politico e strategico di 137 pagine che si prefigge di:

“1) Informare i cittadini sul ruolo della Fertilità nella loro vita, sulla sua durata e su come proteggerla evitando comportamenti che possono metterla a rischio 2) Fornire assistenza sanitaria qualificata per difendere la Fertilità, promuovere interventi di prevenzione e diagnosi precoce al fine di curare le malattie dell’apparato riproduttivo e intervenire, ove possibile, per ripristinare la fertilità naturale 3) Sviluppare nelle persone la conoscenza delle caratteristiche funzionali della loro fertilità per poterla usare scegliendo di avere un figlio consapevolmente ed autonomamente. 4) Operare un capovolgimento della mentalità corrente volto a rileggere la Fertilità come bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società, promuovendo un rinnovamento culturale in tema di procreazione. 5) Celebrare questa rivoluzione culturale istituendo il “Fertility Day”, Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”.”

Non si tratta di una strategia priva di cognizione di causa perchè si afferma anche che “è imprescindibile lo sviluppo di politiche intersettoriali e interistituzionali a sostegno della Genitorialità”.

Nè si tratta di un’attività priva di senso, perchè gli Stati, senza voler valutare se in maniera etica o meno, da sempre hanno cercato di contrastare il declino demografico in generale, visto come crepuscolo sociale e di potere, ed in particolare nei paesi ad alto tasso migratorio e in special modo in Italia.

Il problema non sta nel merito, ma nel metodo.

La Lorenzin si è resa protagonista della modalità promozionale più infausta che si potesse trovare. Dopo le polemiche della prima ora sui social, si è riservata una nuova ondata di malcontento con un manifesto che è stato accusato di razzismo e di discriminazione.

Invece secondo me si è trattato solo di incuria della comunicazione.
Leggendo diverse fonti, tra cui un articolo su morici.eu, e ascoltando trasmissioni come Linea Notte del TG3, è emerso non solo che quelle sono immagini già utilizzate per campagne svariate, tra cui una contro la droga e un’altra sull’igiene dentale, ma che quelle applicate sono risorse grafiche disponibili a buon prezzo in siti che le mettono a disposizione per i pubblicitari.

Cosa se ne evince?
Che l’operazione in questione, che è da sempre delicatissima, ed in particolare in questo momento storico in cui il welfare in Italia è pressocchè inesistente, è stata acquistata e venduta a poco e che ha utilizzato strumenti di scarso valore, come le patatine dei fast food, e per questo adatti a tutti e a nessuno.

E chi vorrebbero convincere a fare figli, così, entrando nelle dinamiche personali di ciascun cittadino?

Epicfail.

 

 

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