Gli smemorati

“Domani saranno tutti con una foto su facebook, instagram o twitter e con qualche bella frase ad effetto…” pensavo ieri sera cercando il sonno. Poi faremo gli smemorati.
I social si popoleranno di vecchie scarpette usate da bambini morti, di mucchi di vestiti o occhiali, di immagini di filo spinato contro il cielo plumbeo e del famoso cancello.

“Arbeit macht frei”. Malediremo tutti questa scritta e sentiremo la coscienza più pulita.

Una bella spugnata di ipocrisia a pensare che nel mondo dal 27 gennaio del 1945 non un genocidio è stato arginato sul nascere dalla comunità internazionale e non un aiuto diamo, in qualità di Europei, ai migranti che fuggono da situazioni del tutto simili a quelle vissute allora.

immigrazone

Forse sarebbe il caso di far presente a tutti i pubblicatori di memorie, specie quelli che “certo però sono davvero troppi e vogliono prendersi i nostri posti di lavoro” che il ricordo, quando è vivo e sincero, produce delle conseguenze ed un cambiamento nella vita di chi ne è coinvolto.
Se ci fosse qualche dubbio, si chiarisca che la Shoah fu enormemente aggravata dalla chiusura delle frontiere dei paesi confinanti del Reich perchè non erano disponibili ad accogliere troppi profughi.

Esattamente come adesso.
Quindi a cosa è servito che nel 2005 le Nazioni unite istituissero questo giorno se poi facciamo del Mediterraneo la nostra nuova camera a gas?

Diamoci una svegliata.

(post scritto il 27 gennaio 2017)

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